PALERMO: “FARMACIA COME FILTRO PER NON INTASARE IL PRONTO SOCCORSO”

da Viviana Sammito

La farmacia italiana può rappresentare un filtro per non intasare il pronto soccorso. Il fondamentale apporto fornito dalle farmacie durante l’emergenza Covid dimostra che adesso è il momento di tradurre queste norme in servizi concreti ai pazienti, come hanno chiesto oggi i farmacisti europei riuniti a Palermo su iniziativa dei giovani farmacisti dell’Agifar, con il patrocinio di Federfarma e dell’Ordine dei farmacisti di Palermo. Per venire incontro alle esigenze dei cittadini che, in codice bianco, fanno ore d’attesa per casi, anche di banale febbre, che potrebbero essere invece trattati meglio e rapidamente da una medicina territoriale pienamente funzionante e integrata da medici di medicina generale, guardie mediche h24 e le 19mila farmacie presenti in tutte le aree del Paese. Roberto Tobia – presodnete dei farmacisti europei hha ribadito che si continuerà ad essere al fianco dei cittadini e delle istituzioni e ha fatto sapere che a breve ci sarà un incontro con l’assessorato alla Salute della Regione siciliana per fare sì che anche le farmacie possano somministrare i nuovi vaccini bivalenti”. Il probelma TOBIA ha parlato del ruolo cruciale delle farmacie

“Lo stesso medico di medicina generale – ha spiegato Paolo Levantino, presidente dell’Agifar Palermo – spesso per fare una diagnosi deve attendere giorni per i risultati delle analisi di laboratorio, così si allungano i tempi dell’intervento terapeutico e della guarigione. Nell’ambito della fornitura di cure, c’è una spinta continua a fornire i risultati dei test diagnostici in modo rapido e conveniente ai pazienti nelle farmacie
“Guardiamo oggi a ciò che fanno i nostri colleghi europei per introdurre nuovi servizi in farmacia – ha osservato Luigi D’Ambrosio Lettieri, vicepresidente della Federazione nazionale degli ordini dei farmacisti – . La norma di partenza per farlo c’è già ed è il decreto di riforma della medicina territoriale.
“Per introdurre nuovi servizi in farmacia – ha concluso Eugenio Leopardi, presidente dell’Utifar – occorre una formazione adeguata. Noi già ad agosto 2020 avevamo con lungimiranza formato 9mila farmacisti vaccinatori quando ancora questo ruolo non era riconosciuto dalla legge. E

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