PALERMO - “SPACCAOSSA”: CONDANNE CONFERMATE

di Viviana Sammito
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Gambe e braccia rotte con pesi da palestra o mattoni di tufo per simulare le ferite d’incidenti stradali mai avvenuti e truffare così le assicurazioni. Le vittime consenzienti hanno percepito poche centinaia di euro per farsi spezzare gli arti, riportando a volte danni permanenti, mentre i capi delle varie bande hanno intascato migliaia di euro. Sono state confermate in Cassazione, tranne per una donna, le condanne dai 5 mesi ai tre anni, per uno dei tronconi del processo agli spaccaossa. Per otto imputati coinvolti nella truffa sui falsi incidenti stradali sono stati respinti i ricorsi e confermate le condanne in appello. I giudici hanno accolto il ricorso di Patrizia Alaimo, difesa dall’avvocato Franca Gennuso e annullato la condanna a quattro anni e quatto mesi, con rinvio e processo da rifare davanti alla corte d’appello. Il processo è nato dall’operazione “Contra Fides”, messa a segno dalla guardia di finanza il 15 aprile del 2019. Gli imputati erano accusati a vario titolo di associazione per delinquere, lesioni e frode assicurativa.

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