BOLOGNA: PADOVANI RIMANE IN CARCERE, CHI LO CONOSCEVA “LITIGAVANO SEMPRE”

da Viviana Sammito

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Chi a Troina conosce bene Giovanni padovani racconta che spesso litigava al telefono con la compagna: per gelosia, per la lontananza che lui non sopportava. Il calciatore, arrestato per l’omicidio dell’ex Alessandra matteuzzi, era nel Troina Calcio lo stesso anno in cui ha iniziato la relazione poi diventata tormentata. Alla Cittadella dell’Oasi dov’era opsite i calciatori e lo staff sapevano di questo rapporto burrascoso ma nessuno voleva mettere intrometgtersi in questioni personali.
Stamattina il gip ha convalidato l’arresto in carcere: giovanni padovani si è avvalsod ella facoltà di non rispondere: si è presnetato puntuale alle 11 davanti al gip andre asalvatore romito al piano terra del tribunale nella ex Maternità di via d’Azeglio, scortato direttamente dal carcere della Dozza con un furgoncino dai vetri oscurati della polizia penitenziaria. Sono emersi dettagli sulle ore prima del delitto: da sdabato quando lui ha abbandonato l’albergo a cakltaniseeta dov’era in ritiro con la squadra riferendo ai compagni che dovevano lasciarlo andare perchè avevav litigato con la madre e stava male, l’arrivo a senigallia suo paese dìorgiien, l’autostrada in auto fino a Bologna dove lunedì vede Alessandra matteuzzi: etstimoni raccontabndo di averli visti insieme, tarscorrono tutto il pomeirggio, nonostante la denuncia per stalking presentata da lei a fino luglio.
Si lasciano la sera di lunedì. Lui tornato a Senigallia. In macchina la chiama, parlano. Una volta arrivato a casa, le telefona. Senza però ottenere risposta. Giovanni padovani va su tutte le furie, non accettava quel silenio. così la mattina di martedì decide di tornare a boplogna per chiarire con lei portanodis il martello per difesa legittima h- ha riferito padovani ai poliziotti dopo l’arresto – perchè aveva paura di attacchi da parte della famiglia della donna
ha atteso l’arrivo della donna:
“Le sono andato incontro, mi sono messo un dito sulla bocca facendole cenno di non parlare. Ma lei urlava e diceva che avevano già chiamato la polizia. A quel punto – ha raccontato padovani – mi è preso un raptus di rabbia”.

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