RACALMUTO: EVASIONE FISCALE DA 600 MILA EURO

di Katjuscia Carpentieri

I militari del Comando Provinciale di Agrigento hanno eseguito due decreti di sequestro preventivo di
denaro e altri beni mobili ed immobili, ai fini della successiva confisca, nei confronti di un imprenditore
originario di Racalmuto, indagato per omessa dichiarazione di redditi prodotti in Italia ed emissione di
fatture per operazioni soggettivamente inesistenti.
I provvedimenti cautelari sono stati emessi dall’ufficio del G.I.P. presso il Tribunale di Agrigento su richiesta della locale Procura della Repubblica. L’indagine giudiziaria scaturisce da una verifica fiscale condotta dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Canicattì, che ha contestato all’imprenditore di essere l’artefice di un sistema evasivo cosiddetto“esterovestizione”.
Secondo l’accusa, infatti, l’imprenditore avrebbe fittiziamente stabilito in Moldavia, il domicilio fiscale di una società che produce cofani funebri, di cui lo stesso è amministratore, gestita di fatto in Italia, utilizzando poi una seconda società di diritto italiano con sede a Racalmuto in realtà priva di una effettiva struttura aziendale per l’esercizio di attività d’impresa, per creare, mediante il ricorso all’emissione di fatture per operazioni soggettivamente inesistenti, fittizi rapporti triangolari tra la società “esterovestita” e le imprese acquirenti italiane. Sarebbero stati occultati al fisco ricavi per 15 milioni di euro. Sono già stati individuati e sottoposti a sequestro fabbricati, terreni e disponibilità finanziarie – rinvenute su conti
bancari – riconducibili all’imprenditore indagato per un valore complessivo di euro 170.000,00 circa.

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