SEXTORTION: POLIZIA POSTALE DI CATANIA “SEMPRE PIU’ MINORI TRA LE VITTIME”

da Giada Giaquinta

Tutto inizia da una chat con profili social di ragazze e ragazzi gentili e avvenenti, apprezzamenti e like per le foto pubblicate. Si passa poi alle video chat e le richieste si fanno man mano più spinte. Nei giorni seguenti, il martellamento online include la richiesta di somme di denaro anche esigue, con la minaccia che, in caso di mancato pagamento, il materiale sessuale verrà diffuso tra tutti i contatti, gli amici e i parenti. E’ il sextorting, un fenomeno che secondo le indagini della polizia postale di Catania riguarda sempre più minori, in particolare ragazzi tra i 15 e i 17 anni e anche più piccoli. Secondo la polizia postale sempre più spesso la curiosità sessuale dei ragazzi li trasporta in questo incubo e le vittime, intrappolate tra la vergogna e la paura che le immagini intime possano essere viste dai loro contatti, tendono a tenersi tutto per sé, a non confidarsi con nessuno, in particolare con i genitori. Per questo motivo il fenomeno è sottostimato, perché la denuncia impone ai ragazzi un disvelamento ai genitori, che a volte appare più doloroso delle minacce dell’estorsione. “Occorre essere sempre più vigili sulla navigazione on line dei propri figli, soprattutto quelli più piccoli non giudicarli ma rassicurarli” afferma il dirigente del compartimento polizia postale Sicilia Orientale, il primo dirigente Marcello La Bella che aggiunge “Sul nostro territorio, che comprende Catania, Messina, Ragusa e Siracusa, abbiamo diversi casi di vittime minorenni di sextortion e di revenge porn, anche nella fascia 10-13 anni” dice la polizia postale che condivide alcune consigli
– Mai cedere al ricatto pagando le somme richieste. Non smetteranno di chiedere denaro se si paga, ma anzi capiranno che hai disponibilità economica e si faranno più insistenti;
– ai ragazzi la polizia consiglia di non vergognarsi per aver condiviso immagini intime con sconosciutim e parlarne con i genitori
– Non cancellare i messaggi scambiati con gli estorsori, non chiudere i profili social su cui si viene contattati, ma fare gli “screen shot” delle conversazioni e delle minacce e del profilo dell’estorsore;prima di aver fornito queste informazioni alla Polizia;
– Fare una segnalazione sul nostro portale www.commissariatodips.it per chiedere aiuto, da soli è più difficile risolvere questo tipo di problemi;
– Chi ha più di 14 anni può sporgere una denuncia, anche in modo autonomo, in qualsiasi ufficio di Polizia.

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