TRAPANI: MAXI OPERAZIONE ANTIMAFIA CONTRO FAVOREGGIATORI DI MESSINA DENARO

da Veronica Puglisi

70 indagati dei quali 35 finiti in manette e gravemente indiziati a vario titolo di associazione di tipo mafioso, estorsione, turbata libertà degli incanti, reati in materia di stupefacenti, porto abusivo di armi, gioco d’azzardo e altro, tutti aggravati dal metodo e dalle modalità mafiose, nei confronti degli altri indagati è in corso l’esecuzione di decreti di perquisizione e sequestro. E’ la maxi operazione condotta all’alba di oggi dai carabinieri del ros e del comando provinciale di Trapani con il supporto del comando provinciale dei carabinieri di palermo e Catania del 9° nucleo elicotteri carabinieri di palermo oltre che degli squadroni eliportato Cacciatori sicilia e cacciatori calabria e del 12esimo reggmento carabinieri sicilia. I provvedimenti sono stati emessi dalla DDA di palermo. L’operazione rientra nelle indagini condotte per la cattura del latitante matteo messina denaro ricercato da circa 30 anni. Le indagini hanno fatto luce sul conto di esponenti di primo piano dei mandamenti mafiosi di cosa nostra trapanese che ancora oggi dirige la riorganizzazione degli assetti in provincia di Trapani.

Secondo le indagini dei Carabinieri il gruppo teneva rapporti tra cosa nostra palermitana, agrigentina e catanese, condizionava il settore sicurezza nei locali notturni e recupero crediti, interveniva per alterare le procedure di aggiudicazione di immobili nelle aste giudiziarie oltre a presunte estorsioni ai danni di aziende locali nel settore enogastronomico e turistico e possesso di armi da fuoco

Nel corso dell’operazione effettuate numerose perquisizioni in alcuni siti per ricerca del latitante Messina Denaro.

Dal monitoraggio delle famiglie mafiose di Campobello di Mazara, Mazara del Vallo e Marsala, è emersa la figura di un uomo d’onore campobellese Francesco Luppino che, recentemente scarcerato si è reso protagonista in passato di importanti dinamiche riguardanti i rapporti dell’area trapanese con esponenti apicali di cosa nostra palermitana, secondo quanto ritenuto dal GIP sarebbe gravemente indiziato di avere acquisito centralità in tutto l’aggregato mafioso di quella provincia e non solo, posizione garantita anche dalla vicinanza al MESSINA DENARO.

L’uomo d’onore campobellese avrebbe, come si legge nel provvedimento del GIP, designato il reggente della decina di Petrosino e chiesto conto circa la nomina del reggente dell’importante mandamento di Mazara del Vallo

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