ETNA - COLATA LAVICA RESTA NELLA VALLE DEL BOVE

di Katjuscia Carpentieri
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E’ costantemente monitorata la situazione eruttiva dell’Etna, iniziata il 24 dicembre 2025, e a partire dal pomeriggio del 1° gennaio è stata interessata da una nuova fenomenologia caratterizzata dall’apertura di una piccola fessura eruttiva ad una quota di circa 2100 m s.l.m. localizzata subito a monte del Monte Simone, alla base della parete nord della Valle del Bove. Da questa fessura eruttiva, interessata da una debole attività esplosiva e da un basso tasso effusivo medio misurato da dati satellitari, viene emessa una colata lavica che si sta sviluppando all’interno della porzione centrale della desertica Valle del Bove.
Questa mattina i dati forniti dall’Osservatorio Etneo hanno evidenziato che la lunghezza massima del campo lavico era di circa 2.8 km e il fronte lavico più avanzato si attestava a una quota di circa 1420 m s.l.m. alle ore 12.30, subito a est del rilievo di Rocca Musarra. Contestualmente prosegue una debole attività esplosiva Stromboliana al Cratere Voragine che produce blande emissioni di cenere. Le simulazioni relative al possibile sviluppo della colata lavica, realizzate dall’Osservatorio Etneo, hanno evidenziato che se il tasso effusivo alla bocca si mantiene costante, la colata lavica rimarrà confinata all’interno della desertica Valle del Bove.

E “Alla luce delle attuali condizioni morfologiche dell’area, caratterizzata da bassa pendenza, non si rilevano al momento rischi di impatti diretti sui centri abitati né sulle infrastrutture. Permangono tuttavia significative criticità potenziali legate all’afflusso di visitatori, con possibili ripercussioni sulla viabilità della SP Mareneve e sul transito dei mezzi di soccorso, nonché rischi per la sicurezza di escursionisti non adeguatamente equipaggiati che tentino di avvicinarsi al fronte lavico”, dice. Per questi motivi, il Comune di Milo, sentito il capo Dipartimento della Protezione Civile regionale, “ha adottato un’ordinanza di regolamentazione e di interdizione dell’accesso dalla strada di Pietracannone, diramazione della SP Mareneve”.
L’accesso è consentito esclusivamente con guide vulcanologiche abilitate, in gruppi non superiori a 10 persone, dotati di idonea attrezzatura tecnica e di sistemi di comunicazione radio. Divieto a partire dall’imbrunire.

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