Avevano scelto una zona isolata nel territorio di Camporotondo etneo per effettuare domenica all’alba una corsa clandestina di cavalli. Ma non avevano fatto i conti con i droni in dotazione alla questura di Catania che, abilmente impiegati nonostante le forti raffiche di vento, sono riusciti a monitorare dall’alto il gruppo di organizzatori e il pubblico.
Ciò ha permesso alla polizia di Catania di denunciare 15 persone, tutte originarie della provincia di Messina, per aver organizzato una corsa clandestina di cavalli e per maltrattamento di animali.
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I poliziotti sono riusciti a riprendere a distanza – così da non farsi notare e poter identificare i partecipanti – una competizione sportiva tra due fantini al comando di calessi trainati da cavalli, circondati da numerosi motocicli che suonavano il clacson per incitare i cavalli e a folle corsa seguire i concorrenti.
I fantini hanno bloccato tutta la carreggiata e percorso circa 2 chilometri, scortati da autovetture e da due grossi furgoni utilizzati per il trasporto dei cavalli, sottoponendo in tal modo a forte stress gli animali, anche a causa delle energiche frustate a loro date.
Acquisiti tutti i dati dai piloti dei droni e fornite le coordinate, oltre venti poliziotti hanno raggiunto il luogo della gara.
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I cavalli, così come appurato dal medico del Servizio Veterinari del Dipartimento di Prevenzione dell’ASP di Catania, erano due purosangue inglesi muniti di microchip; gli equidi sono stati sottoposti a sequestro e affidati ad una ditta specializzata che se ne prenderà cura.
Inoltre, sono stati sequestrati i due calessi e tutte le bardature utilizzate per la gara, con segni riconducibili a due scuderie del messinese.