ACCORDO MERCOSUR - SI LAVORA ALLA MOBILITAZIONE NAZIONALE A ROMA

di Katjuscia Carpentieri
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Presidi, mobilitazione a più livelli territoriali e nazionali nelle prossime settimane e una riunione organizzativa fissata per il 22 gennaio, finalizzata alla costruzione di una manifestazione nazionale a Roma; sarà inoltre lanciata una lettera aperta rivolta ai rappresentanti politici nazionali ed europei e sarà formalmente chiesto al Governo l’apertura di un tavolo di incontro per un confronto diretto sull’accordo Ue-Mercosur e sulle politiche commerciali che incidono sul settore primario. Sono queste le iniziative lanciate dal Coordinamento Agricoltori e Pescatori Italiani (Coapi), a difesa dell’agricoltura italiana contro le aree di libero scambio, a partire dall’accordo Ue-Mercosur. E già oggi sono scesi in piazza per i primi presidi in Emilia Romagna, a Parma, e in Sicilia a Vittoria. Tra i motivi della protesta, il progressivo crollo dei redditi, l’aumento dei costi di produzione e prezzi alla fonte che non coprono più le spese sostenute dalle aziende, mentre lungo le filiere si concentrano profitti e cresce il ricorso a importazioni di prodotti a basso costo.
“Chiediamo alla politica, allo Stato, un tavolo di incontro per determinare insieme agli agricoltori e ai cittadini questa situazione che non è più accettabile. E proclamiamo di nuovo lo stato di crisi anche per il 2026”, “Organizzeremo una grande mobilitazione a Roma: porteremo i nostri trattori, le aziende agricole e i cittadini nella capitale. Abbiamo bisogno di risposte”. ha detto ancora il coordinamento

A Vittoria, intanto, questa mattina erano in tanti agricoltori esponenti politici locali, consiglieri e assessori comunali di Vittoria, tutti davanti all’ingresso del mercato ortofrutticolo di Vittoria, una manifestazione organizzata dal sindaco Francesco Aiello insieme al presidente nazionale di Altragricoltura, Tano Malannino.

FRANCESCO AIELLO SINDACO DI VITTORIA
TANO MALANNINO Presidente nazionale Altragricoltura
All’iniziativa di Vittoria hanno aderito anche i comuni di Palazzolo Acreide, Santa Croce Camerina e Caltagirone oltre al rappresentante del Coapi, Carlo Leone, che spiega in Sudamerica non ci sono gli stessi protocolli per la salute degli animali che sono in vigore in Italia. Le regole imposte nel nostro paese, le molecole vietate in Italia sono, invece, consentite in Sudamerica. Questo mette a rischio la salute dei cittadini e persino la prestigiosa cucina italiana che si basa soprattutto sui prodotti mediterranei”.

ALESSANDRO SPERANZA Imprenditore e consigliere comunale

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