DISOCCUPAZIONE - CGIL: “PROVINCIA RAGUSA FATICA A RIPARTIRE”

di Viviana Sammito
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Non sono solo numeri, ma il ritratto di una “crisi strutturale” che continua a mordere il territorio ibleo. L’ultimo report dell’Osservatorio CGIL Ragusa, basato sui dati della Relazione Statistica Occupazione 2025, scatta una fotografia nitida e impietosa: sono 37.329 i cittadini (tra i 18 e i 67 anni) iscritti nelle liste di disoccupazione in provincia. Un dato che, nonostante i segnali di ripresa economica nazionale, conferma quanto il sud-est siciliano fatichi a trasformare il dinamismo delle imprese in contratti stabili e dignitosi. Il dato più allarmante è il volto Femminile della Crisi e riguarda il divario di genere. In provincia di Ragusa, la disoccupazione ha un volto prevalentemente femminile. Le donne senza lavoro sono 19.851 (il 53,2% del totale), contro i 17.478 uomini (46,8%). In termini statistici, il gap è di 2.373 unità a svantaggio delle donne: per ogni 100 uomini in cerca di occupazione, si registrano circa 114 donne disoccupate. «Questi numeri non sono neutri», commenta con durezza Giuseppe Roccuzzo, segretario provinciale della CGIL. «Sono il frutto di un sistema che continua a espellere le donne dal mercato, complice la carenza di servizi di welfare che costringe spesso alla rinuncia al lavoro per sopperire a carichi di cura familiari». Il divario si fa drammatico in centri come Giarratana, dove le donne senza impiego sono quasi il doppio degli uomini (207 contro 117), o a Pozzallo, dove lo squilibrio supera le 400 unità. L’unica controtendenza si registra a Ispica, unico comune dove la disoccupazione maschile supera quella femminile di 87 unità. La Geografia del Disagio riguarda il “Triangolo” Vittoria-Ragusa-Modica. L’analisi territoriale dell’Osservatorio CGIL svela una concentrazione geografica del fenomeno quasi simmetrica allo sviluppo demografico, ma non per questo meno preoccupante. Oltre il 43% della disoccupazione provinciale è racchiuso tra Vittoria e Ragusa. Vittoria. “Basta Click-Day, serve Formazione Reale” è l’affondo del segretario Giuseppe Roccuzzo secondo cui la soluzione non può passare da “semplificazioni amministrative” che ignorano le reali necessità delle aziende e dei lavoratori. Nel mirino del sindacato finisce la gestione della formazione professionale. La sfida lanciata dalla CGIL è chiara: servono politiche mirate e non uniformi, capaci di distinguere tra le necessità del settore agricolo di Vittoria e quelle del terziario del capoluogo. L’obiettivo deve essere il lavoro dignitoso, l’unico antidoto a un futuro che, per oltre 37mila persone in provincia di Ragusa, appare ancora tristemente “sospeso”.

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