Poteva avere conseguenze ancora più devastanti la frana di Niscemi. Se si fosse verificata il sabato sera, invece che la domenica intorno alle 13, potevano esserci anche numerose vittime, perchè nell’area che è collassata i ragazzi erano soliti trascorrere le loro serate all’aria aperta. Per fortuna, non è accaduto, ma è stato comunque accertato che si tratta di una frana più imponente di quella del Vajont e per finanziare gli interventi strutturali, secondo la Svimez, interpellata dall’ANSA per un’analisi, “bisogna passare in tempi brevi alla definizione di un programma, a partire dalla mobilitazione delle risorse disponibili, facendo leva sulle risorse del Fondo sviluppo e coesione della Regione siciliana, che destina 1,2 miliardi di euro alle misure per ‘rischi e adattamento climatico’, da impegnare entro il 2029 nell’ambito dell’accordo di coesione sottoscritto con il governo”. “Per fronteggiare l’emergenza a Niscemi – dice la Svimez, associazione no-profit che studia l’economia del Mezzogiorno – le istituzioni hanno giustamente attivato prime misure straordinarie che spaziano dal sostegno economico diretto, come la sospensione dei tributi e dei mutui, allo stanziamento di fondi per la mitigazione strutturale. L’obiettivo primario della politica e di tutta la cittadinanza dovrebbe essere, tuttavia, la messa in sicurezza del territorio nisseno e regionale e il superamento della logica emergenziale. Senza questo cambio di paradigma, il rischio è che eventi come quello di Niscemi continuino a ripetersi, trasformando fragilità note in crisi sempre più gravi”. Ed intanto, dopo la proposta per una ‘new town’ di Niscemi nella piana di Gela avanzata dal sindaco di Gela Terenziano Di Stefano, arriva un’altra proposta: spostare Niscemi in un borgo poco distante, in direzione Caltagirone. L’ipotesi è dell’ex vice ministro Giancarlo Cancellieri che dice: “L’antica Mussolinia, oggi borgo di Santo Pietro, è un centro non più densamente abitato, ma già dotato di servizi essenziali quali l’ufficio postale, la chiesa e l’acquedotto. Gli immobili risultano in ottime condizioni ed ha una maglia urbana caratterizzata da strade che si diramano su una superficie di circa 400.000 metri quadrati. Qui potrebbero essere trasferiti gli sfollati, offrendo loro una sistemazione stabile” conclude.
NISCEMI - SVIMEZ: “USARE SOLDI DEL FSC PER INTERVENTI”
35