STRAGI DEL '92 - PROCURATORE DE LUCA AUDITO IN COMMISSIONE

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“I principali disastri giudiziari recenti sono connessi ad una scorretta gestione dei collaboratori di giustizia e quindi si sarebbero potuti evitare. La figura di Alberto lo Cicero ricorda assolutamente quella di Vincenzo Scartino, protagonista del depistaggio delle indagini sull’attentato al giudice Borsellino”. Lo ha detto, davanti alla Commissione nazionale antimafia che lo ha audito oggi, il procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca, che ha da tempo riaperto le indagini sulle stragi del 1992. Il magistrato ha parlato della pista nera della strage costata la vita a Giovanni Falcone, tesi a cui l’ufficio inquirente nisseno non dà alcun credito proprio per la inattendibilità di Lo Cicero. “Le sue dichiarazioni sono carta straccia – ha aggiunto De Luca – Come scrissero i giudici già nel ’95, ha mentito sulla sua appartenenza a cosa nostra, per cui tutto quello che sostiene di avere appreso dagli uomini d’onore è totalmente falso”. Il procuratore ha parlato anche dell’omicidio di Piersanti Mattarella. “Merita sicuramente approfondimenti in relazione alla pista nera, e gli sforzi che la procura di Palermo sta profondendo. È una questione molto seria” ha detto. Quanto alla strage di Via D’Amelio “Resta il mistero sull’identità dell’amico che avrebbe tradito Paolo Borsellino” ha dichiarato il magistrato, ricordando le deposizioni di due colleghi del giudice, Massimo Russo e Alessandra Camassa, che hanno raccontato dello sconforto del magistrato nell’aver scoperto di “essere stato tradito da un amico”. Borsellino, però, non fece mai il nome di questo amico.

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