CATANIA - VIOLAZIONI AMBIENTALI, SEQUESTRATO ETNALAND

di Sarah Donzuso
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Sigilli al parco acquatico e di divertimenti Etnaland di Belpasso: mancavano adeguati impianti di depurazione e non vi era nessun titolo autorizzativo a Livello ambientale.

la società risultava in possesso di una semplice autorizzazione allo scarico (rilasciata dal Comune di Belpasso e scaduta nel

2019) che non veniva sottoposta a rinnovo nonostante i numerosi ampliamenti a cui veniva sottoposta, nel corso del tempo, la struttura ricettiva. Da qui la decisione di sequestrare tutta la struttura Etnaland

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Il sequestro arriva dopo una indagine in campo ambientale coordinata dalla procura di Catania e condotta dal nucleo operativo della Guardia Costiera di Catania
I reati contestati al presidente del CDA della società Etnaland sono gestione di rifiuti – anche speciali – non autorizzata, combustione illecita di rifiuti, attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti e inquinamento ambientale.

Le acque dei servizi igienici venivano scaricate in una fossa che non era assorbente e dunque non a norma.
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Tutto parte da una indagine avviata nel 2022 che aveva portato ad apporre i sigilli a una discarica abusiva, realizzata in un ampio appezzamento di terreno, in cui venivano incendiati metodicamente i rifiuti prodotti dal contiguo parco acquatico Etnaland. In quell’occasione venivano anche sequestrati 1.000 metri cubi di rifiuti (assimilabili a solidi urbani) oltre alle attrezzature e ai mezzi utilizzati per la perpetrazione dei reati.
Ad accorgersi, nel 2022, di quanto accadeva era stata proprio la Guardia Costiera che nel corso di un sorvolo di controllo del territorio aveva notato nell’area adiacente al parco acquatico degli scavi di considerevoli dimensioni contenenti importanti quantità di rifiuti.

Un fatto grave che ha portato la Procura a continuare le indagini anche con video sorveglianza che ha permesso di verificare che dipendenti o incaricati del parco acquatico Etnaland, ogni pomeriggio, dopo avere raccolto rifiuti del parco acquatico (solo in minima parte differenziati), li avrebbero trasportati nei terreni adiacenti alla struttura ricettiva, di proprietà dello stesso presidente del CDA di Etnaland dove, di notte, venivano incendiati e seppelliti all’interno di una buca appositamente scavata nel terreno oggetto di sequestro e prospicente la discarica abusiva.

Attività che andava avanti da tempo, secondo quanto appurato dalle indagini. Ecco perché nel settembre del 2022 veniva disposto il sequestro dell’intera area.

Per riaprire la struttura deve rimediare a quanto causato

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