TRAFFIC INDEX 2025 - CGIL: “TRAFFICO BLOCCA FUTURO DELLA SICILIA”

di Katjuscia Carpentieri
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Code interminabili, velocità ridotte, ore perse ogni anno nel traffico. Eccolo il quadro a tinte fosche della viabilità, secondo la Fillea Cgil Sicilia, che rileva come “questa situazione, in Sicilia, assuma un significato ancora più profondo e strutturale rispetto al resto d’Italia”. In una condizione che incide sulla qualità della vita, sulla salute pubblica e sulla produttività economica”. Il Traffic Index 2025, pubblicato a gennaio 2026, indica Palermo come la città più trafficata d’Italia e Catania occupa il terzo posto nazionale. “La conferma di un deficit infrastrutturale che da decenni penalizza l’Isola – dice Giovanni Pistorio, segretario generale della Fillea Cgil Sicilia -.
. Ogni automobilista perde in media 98 ore all’anno nel traffico”.
. A Catania la tangenziale è l’asse portante dell’intero sistema viario regionale. Lunga 24 chilometri, collega le autostrade A18, A19 e la Catania-Siracusa e costituisce l’unico corridoio continuo tra il Nord e il Sud dell’Isola e tra le due aree metropolitane più industrializzate.
Il nodo di San Gregorio è ormai un punto di conflitto permanente”. “Palermo – prosegue Pistorio – soffre l’assenza di un attraversamento moderno e di un sistema integrato per alleggerire la pressione sul centro urbano. La Sicilia continua a scontare il mancato completamento di opere strategiche: l’asse Nord-Sud tra Santo Stefano di Camastra e Gela; la Modica-Gela, pensata per completare la Siracusa-Gela e rafforzare il ruolo logistico del porto gelese; la nuova tangenziale di Catania. Senza queste infrastrutture, il traffico locale diventa il punto di scarico di tutte le inefficienze territoriali. E le conseguenze la perdita di produttività, l’aumento dei costi per le imprese, maggiore consumo di carburante, incremento di CO2 e polveri sottili, stress per lavoratori e famiglie. Non è solo un problema di mobilità ma di competitività e di diritto alla qualità della vita”.