Il cuore del provvedimento all’assemblea regionale siciliana è stato smantellato in pochi minuti attraverso due voti chiave: No al Consigliere Supplente e stop al terzo mandato. Bocciato l’articolo 7, con 32 voti a favore e 22 contrari, della norma che avrebbe permesso al primo dei non eletti di subentrare temporaneamente in Consiglio nel caso in cui un consigliere fosse stato nominato assessore. Respinto anche l’articolo 14, con 34 voti a favore e 24 contrari, che mirava a consentire un terzo mandato consecutivo ai sindaci dei comuni fino a 15 mila abitanti. Dopo la pioggia di franchi tiratori e la sospensione dei lavori chiesta dal Presidente della prima commissione Ignazio Abbate, il bilancio del Ddl appare magro. Tra i punti superstiti figurano le quote di Genere: rimane in piedi l’obbligo del 40% di rappresentanza di genere nelle giunte comunali. Ok anche al tagliando Antifrode: è stata approvata la norma proposta dal M5S (prima firmataria Roberta Schillaci).
intervista
ROBERTA SCHILLACI
PARLAMENTARE REGIONALE M5S
Durissimo il commento del capogruppo M5S, Antonio De Luca: ““Ancora una volta – continua De Luca – abbiamo battuto con grande scarto di voti la maggioranza che è andata letteralmente gambe all’aria, a ulteriore dimostrazione che le fratture all’interno dei partiti che sostengono Renato Schifani sono ormai insanabili, cosa di cui il presidente della Regione non può non tenere conto”.