ARS - DDL ENTI LOCALI: E’ SCONTRO, TUTTE LE REAZIONI

di Viviana Sammito
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L’Assemblea Regionale Siciliana ha dato il via libera unanime al ddl Enti Locali, ma il voto finale nasconde profonde spaccature politiche. Il punto di convergenza assoluto è l’introduzione della soglia del 40% di rappresentanza di genere nelle giunte comunali, norma che allinea la Sicilia al resto d’Italia e viene rivendicata con orgoglio da tutte le forze politiche, in particolare dal Pd (Catanzaro e Chinnici) e dal M5S (Antonio De Luca), che sottolineano anche l’importanza del nuovo tagliando antifrode sulle schede elettorali. Tuttavia, il clima resta teso. Se per Ignazio Abbate (Pres. I Commissione) il risultato è frutto di un lavoro incessante, è quasi impossibile” fare riforme in Sicilia e lancia un monito al Presidente Schifani e alla maggioranza, esortandoli al coraggio per difendere i provvedimenti e cambiare realmente l’amministrazione regionale

la maggioranza di centrodestra appare frammentata: Giorgio Assenza (FdI) esprime “sconforto” per la bocciatura del terzo mandato per i sindaci e della figura del consigliere supplente, scusandosi con l’Anci. Critiche durissime arrivano anche dalla Lega, con Salvo Geraci che parla di una “Waterloo” della coalizione per la mancanza di una regia unitaria. Dalle opposizioni, il M5S bolla la riforma come un insieme di “giochetti clientelari” sventati, mentre il Pd dichiara “finito” il governo Schifani. Anche il mondo dei sindaci resta tiepido: Leonardo Spera (Anci) pur lodando le quote rosa e l’adeguamento delle indennità, avverte che senza coperture finanziarie strutturali e con i limiti al terzo mandato, l’autonomia speciale rischia di diventare un peso per i Comuni anziché un’opportunità.

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