CICLONE HARRY E FASCIA COSTIERA - RICOSTRUZIONE, LEGAMBIENTE CHIEDE COERENZA

di Marco Scavino
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Legambiente Sicilia è perentoria “Se la devastazione provocata dal ciclone — evento estremo ma non imprevedibile — è dovuta alla fragilità di una costa eccessivamente urbanizzata, privata dei naturali apporti dei torrenti e segnata da scelte sbagliate e costosissime di difesa rigida, come abbiamo evidenziato nei nostri dossier sull’erosione costiera del 2024 e su Ciclone Harry presentato martedì scorso, allora è necessario intervenire subito con misure di riequilibrio”. Tommaso Castronovo presidente di Legambiente Sicilia plaude alle dichiarazioni del Presidente della Regione Renato Schifani ma chiede consequenzialità e coerenza. Legambiente chiede l’avvio di provvedimenti concreti sia sul fronte delle politiche di mitigazione — promuovendo e facilitando la diffusione delle energie rinnovabili — sia per adattare il territorio costiero alla nuova realtà imposta dai cambiamenti climatici”. L’associazione interviene dopo che schifani ha evidenziato al necessità di mostrare un atteggiamento responsabile da parte di tutti e una rivisitazione della pianificazione a tutela delle fasce costiere”. L’associazione richiama inoltre l’attenzione sul fatto che, “nonostante le dichiarazioni di principio, sono stati recentemente avallati, da Schifani nella qualità di Commissario per il contrasto del dissesto idrogeologico, interventi di difesa costiera rigida — come pennelli e barriere — che rischiano di aggravare l’erosione e di generare nuovi costi di manutenzione, alimentando così l’economia dei disastri”. Nel dossier sul Ciclone Harry, Legambiente ha già indicato alcune azioni urgenti, come la riforma dell’art. 15 della legge regionale 78/76, eliminando l’eccezione per le Zone B, per garantire il rispetto integrale della fascia di inedificabilità dei 150 metri, soprattutto nelle aree a rischio molto elevato (R4) individuate dal Pai coste.