NISCEMI - PROCURA ASCOLTA EX DIRIGENTE

di Marco Scavino
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L’ingegnere Calogero Foti, ex dirigente della Protezione civile regionale è stato ascoltato oggi nei locali della Squadra Mobile di Caltanissetta. Non si ferma l’attività della procura di gela sull’indagine aperta sulla frana. Subito dopo il disastro del 26 gennaio scorso, quando decine di case sono precipitate a valle, trascinate dal movimento franoso, nel corso di una serie di interviste, D’Urso ha ricordato gli interventi fatti dopo l’emergenza del 1997. All’epoca era stata nominata commissaria la prefetta di Caltanissetta Giannola (anche lei è comparsa davanti ai pm). “Finita l’emergenza si bloccò tutto – ha dichiarato Foti- Premesso che su quel versante non si sarebbe mai dovuto costruire, si accertò che le concause del cedimento erano e sono le infiltrazioni di acque di pioggia e degli scarichi fognari. Sì iniziò a pianificare e realizzare la rete fognaria nonché una serie di canali di gronda. Come tante volte anche allora fui allontanato dalla Protezione civile in malo modo. Scomodo al presidente di turno. Vedo dalle immagini che nulla del sistema di protezione dalle acque è stato realizzato mentre di polemiche ne sono state prodotte a tonnellate”. Il PROCURATORE , Salvatore Vella, ha sentito ieri, a sommarie informazioni testimoniali, per 8 ore, l’ingegner Tuccio D’Urso che nel 1997, anno in cui un’altra enorme frana interessò l’area, era responsabile della Protezione civile siciliana. E proprio sui mancati interventi, anche di consolidamento, e sui fondi stanziati e mai spesi indagano i magistrati di Gela che hanno raccolto una considerevole mole di documenti per ricostruire la storia della frana di Niscemi.

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