MODICA - AI DOMICILIARI 19ENNE PER I FURTI IN CENTRO

di Viviana Sammito
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E’ accusato di avere danneggiato e rubato all’interno di cinque attività commerciali nel centro storico di Modica: un 19enne con precedenti penali è stato arrestato dalla polizia di stato per resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Il giovane nelle prossime ore potrebbe essere raggiunto da un’altra misura cautelare per i furti contestati. Il 19enne, secondo la ricostruzione degli agenti le cui indagini sono supportate dai sistemi di video sorveglianza e dai testimoni, è ritenuto il responsabile seriale di una scia di colpi: una panineria, due negozi di telefonia, una pasticceria e un pub. Agendo in solitaria, ha causato danni strutturali ingenti per bottini di poche centinaia di euro. La polizia di stato ha anche identificato e denunciato alla procura per i minorenni di Catania un modicano di 14 anni accusato di uno scippo in danno di un’anziana che stava uscendo dalla chiesa del sacro cuore e di un tentativo di scippo ei confronti di una 40enne, che ha denunciato pubblicamente i fatti. A Modica esplode il dibattito sulla sicurezza dopo un’escalation di episodi criminosi. Mentre la Sindaca Maria Monisteri annuncia per domani l’attivazione della nuova Control Room e della videosorveglianza finanziata dal Ministero, le opposizioni attaccano duramente. I consiglieri di “Siamo Modica”, DC e “Radici Iblee” denunciano il mancato avvio della mozione approvata a settembre 2025, sollecitando il potenziamento della Polizia Locale e l’istituzione di un Tavolo di monitoraggio permanente per rigenerare il centro storico, oltre ad un Consiglio Comunale “aperto” definito un passaggio condivisibile che rappresenta uno strumento per favorire la partecipazione diretta della società civile e, al contempo, impegna l’Amministrazione a un confronto autentico e ravvicinato con le reali esigenze dei cittadini. Ancora più critico il Partito Democratico, che parla di “fallimento totale” delle politiche della destra e di organici ridotti all’osso, chiedendo alla Sindaca una “rivolta istituzionale” verso il Governo nazionale per ottenere risorse concrete e presidi certi sul territorio.

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