CENTRI STORICI - CGIL E SUNIA CHIEDONO STRATEGIE STRUTTURALI

di Viviana Sammito
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iL caso di Modica riaccende il dibattito sul declino dei centri storici nella provincia di Ragusa,
un fenomeno che CGIL e SUNIA definiscono ormai un’emergenza non più rinviabile. La fuga dai
borghi, che interessa anche i comuni montani e le aree interne della Sicilia, è alimentata
dalla progressiva riduzione dei servizi essenziali — sanità, poste, sicurezza — e da un
patrimonio edilizio spesso incompatibile con le moderne esigenze abitative. Salvuccio Ciranna
(SUNIA) sottolinea la necessità di rimettere il cittadino al centro delle politiche urbane,
superando vincoli urbanistici obsoleti che bloccano la rigenerazione degli immobili. L’obiettivo
è contrastare il modello del turismo “mordi e fuggi” e della proliferazione incontrollata di
B&B, riportando i residenti stabili nei quartieri antichi. La politica nazionale e regionale
appare tuttavia assente, priva di una programmazione che stanzi risorse concrete. Sebbene la
consulta proposta a Modica sia un segnale positivo di partecipazione, Giuseppe Roccuzzo
(CGIL) esorta a spostare il confronto su scala provinciale. La proposta è quella di estendere
strumenti normativi efficaci, sul modello della legge speciale per Ibla, a tutto il territorio
ibleo. Solo una visione d’insieme, capace di integrare i centri storici nel tessuto sociale ed
economico della città moderna, potrà restituire futuro e dignità ai territori siciliani.

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