Una nota che racconta disperazione ma soprattutto l’incertezza del futuro. E’ quella che emerge dalla nota diramata dal Comitato genitori del Centro di Cardiochirurgia Pediatrica del Mediterraneo di Taormina che si sofferma sulla nota inviata dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù alla Regione Siciliana e all’ASP di Messina sulla possibile conclusione della collaborazione relativa al CCPM. Una condizione scrivono che sta generando paura e rabbia tra centinaia di famiglie siciliane. Siamo genitori. Genitori di bambini cardiopatici. Genitori che conoscono la paura, le terapie intensive, le sale operatorie, le attese infinite davanti a una porta chiusa, è l’incipit della nota. Per noi questa non è una pratica amministrativa. Non è una questione politica. Qui si parla della vita dei nostri figli. Parliamo di un Centro che negli anni è stato indicato come una delle eccellenze più importanti d’Italia nella cardiochirurgia pediatrica, cresciuto grazie alla collaborazione con il Bambino Gesù e grazie al lavoro di professionisti altamente specializzati che hanno permesso a tanti bambini siciliani di curarsi senza lasciare la propria terra. La Regione Siciliana deve assumersi una responsabilità chiara davanti ai cittadini. Deve dire immediatamente cosa intende fare per garantire continuità terapeutica, chirurgica e assistenziale ai bambini cardiopatici siciliani.
Non ci interessa dove verrà collocato il Centro — Taormina, Catania o qualunque altra sede — ma pretendiamo che venga garantita senza alcuna interruzione la presenza delle professionalità, delle competenze e della collaborazione con il Bambino Gesù necessarie a salvare la vita dei nostri figli.E sia chiaro, scrive il comitato, i genitori non resteranno in silenzio. Se non arriveranno risposte immediate e concrete, le proteste continueranno in tutta la Sicilia. Ovunque ci siano famiglie che chiedono rispetto per il diritto alla salute dei propri figli.