La Democrazia Cristiana in Sicilia risponde con fermezza alle voci di un possibile sfaldamento dopo la richiesta di patteggiamento di Totò Cuffaro, imputato nell’ambito del processo sulla corruzione nella sanità. Attraverso due note congiunte, i commissari regionali, i deputati e i segretari provinciali ribadiscono che il progetto politico non appartiene a un solo uomo, ma a una comunità radicata nei territori. “Nessuna diaspora, nessuna svendita”, dichiarano i vertici, smentendo le ricostruzioni che vedono il partito destinato a dissolversi senza il suo storico leader. I dirigenti sottolineano come la DC sia attualmente impegnata con successo nelle amministrative siciliane, registrando un forte entusiasmo che ne conferma la solidità. Secondo il segretario Stefano Cirillo e la presidente Laura Abbadessa, la “nuova” Democrazia Cristiana è un soggetto giovane e aperto, capace di esistere autonomamente come presidio del moderatismo. Nonostante gli attacchi e i “processi mediatici”, il partito rivendica la propria autonomia e l’intenzione di continuare il percorso di crescita, puntando su valori non negoziabili e su una classe dirigente diffusa, pronta a guardare al futuro con unità e responsabilità politica.
La Dc è presente nelle amministrazioni in cui si va al voto nelle realtà di riferimento dei parlamentari come Ribera, feudo di Carmelo Pace, Agrigento con il sostegno alla candidatura dell’ex assessore regionale luigi Gentile e a Messina con Marcello Scurrìa.
DC - “NESSUNA DIASPORA, PRONTI AL RILANCIO”
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