Il dibattito sulla privatizzazione della SAC vede schierati su posizioni critiche sia il Partito della Rifondazione Comunista che il deputato MPA Santo Primavera. Peppe Puccia (PRC) smonta lo slogan “privato è meglio” confrontando lo scalo etneo con quello di Bologna: quest’ultimo, a maggioranza pubblica, genera ricavi e utili nettamente superiori pur avendo un milione di passeggeri in meno, dimostrando che il problema di Catania risiede nella qualità della gestione manageriale e non nella natura societaria. Puccia esprime inoltre forte preoccupazione per le sorti di oltre 700 lavoratori, chiedendo garanzie occupazionali e la fusione preliminare tra SAC e SAC Service per scongiurare esternalizzazioni o dumping contrattuale. Dal fronte politico, l’onorevole Primavera denuncia il rischio di una “svendita per fare cassa”: la Camera di Commercio del Sud Est, oggi commissariata e non rappresentativa del territorio, intenderebbe cedere le quote azionarie principalmente per sanare i buchi del proprio fondo pensioni aziendale. Il deputato lancia quindi un appello al Presidente della Regione Schifani affinché sia l’ente pubblico regionale a rilevare le quote camerali, mantenendo così l’infrastruttura strategica in mani pubbliche e tutelando gli investimenti e i trasporti della Sicilia orientale.
PRIVATIZZAZIONE AEROPORTI - “NON SIA BANCOMAT PER COPRIRE BUCHI PUBBLICI”
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