LAMPEDUSA - IL PAPA ATTRAVERSA LA PORTA D’EUROPA

di Viviana Sammito
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Si è conclusa tra le grida di “Viva il Papa!” la storica visita pastorale di Papa Leone XIV a Lampedusa, che si è svolta sulle orme del predecessore Francesco, a cui è stato co-intitolato il Molo Favarolo. Accolto all’aeroporto dal sottosegretario Mantovano e dalle autorità locali, il Pontefice ha vissuto una giornata scandita da gesti fortemente simbolici. Al cimitero dei senza nome di Cala Pisana ha pregato davanti alle croci fatte con i legni dei naufraghi, per poi attraversare in solitudine la Porta d’Europa, scrutando il mare e ricevendo la toccante lettera del piccolo Leo, un ex minore non accompagnato sbarcato dieci anni fa. Sul molo, il Papa ha stretto la mano a 15 migranti provenienti dall’hotspot di contrada Imbriacola, struttura presidiata dalla Croce Rossa che ospita 136 persone, tra cui 51 minori, proprio mentre gli attivisti locali denunciavano la crescente militarizzazione dell’area dovuta al Nuovo Patto europeo. A bordo della Papamobile, Leone XIV ha raggiunto il Campo Sportivo “Arena” per celebrare la messa davanti a circa 4.000 fedeli. Durante un’intensa omelia, il Papa ha tuonato contro la “fretta di passare oltre”, definendo i morti in mare vittime sia delle decisioni mancate della politica, sia dei calcoli criminali di chi lucra sul dramma altrui. Ha quindi richiamato l’Europa a una “responsabilità epocale”, esortandola a superare cinismo e indifferenza per attuare piani strategici a lungo termine basati su accoglienza, integrazione e sviluppo. Il Pontefice ha infine congedato la comunità locale con un caloroso incoraggiamento contro la paura, pronunciando il tipico saluto isolano: “O’scià!”.

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