PROVE INVALSI - DIMINUISCE DIVARIO TRA NORD E SUD

di Katjuscia Carpentieri
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Arrivano segnali incoraggianti dal mezzogiorno per le percentuali delle prove invalsi in italiano per gli studenti dell’aultimo anno delle superiori. Un incremento che riguarda il sud che cresce dal 44% del 2025 al 47% del 2026 mentre nella macro-area del Sud e Isole passa dal 43% al 47%. Questi progressi consentono alle regioni meridionali di avvicinarsi gradualmente ai livelli registrati prima della pandemia e a quelli dell’intero Paese. Le regioni del Nord mantengono infatti valori superiori al 60%, confermando una posizione di vantaggio rispetto al resto del Paese.
nel secondo anno delle superiori, nell’anno scolastico appena concluso, si osservano risultati sostanzialmente stabili e in lieve discesa rispetto al 2025: la quota nazionale di chi raggiunge almeno il livello obiettivo passa dal 62% al 61%, con risultati differenziati nelle diverse aree del Paese.
Anche in terza media nel 2026 permane l’andamento emerso nel corso negli ultimi anni, con un peggioramento: la quota nazionale di chi raggiunge almeno il livello obiettivo passa dal 59% al 57%, Infine alle elementari, sia in seconda che in quinta, la percentuale di bambini e bambine che raggiungono almeno il livello base è pressoché costante ma rispetto al 2019 si conferma un calo nei risultati medi soprattutto in II primaria
difficoltà invece per i bambini e le bambine in matematica: chi raggiunge almeno il livello base diminuisce, rispetto alla passata rilevazione Invalsi, di circa 3 punti percentuali sia in seconda che in quinta elementare, sono poco più del 60%.
Gli studenti italiani hanno un buon livello di conoscenza invece dell’inglese e delle competenze digitali. il 63% raggiunge il livello obiettivo B2/B1+ in Reading e il 48% in Listening. Anche nelle prove delle competenze digitali Invalsi registra miglioramenti in tutti i cicli di istruzione con il raggiungimento del livello avanzato da ampie fasce di studenti, soprattutto i più grandi.
Progressi anche per la riduzione della dispersione scolastica rispetto al 2025 che era all’8,2% secondo le stime Invalsi potrebbe scendere al 7,3% nel 2026.

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