CATANIA - DISORDINI A PIAZZA LANZA, AGENTI FERITI

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Pomeriggio di caos, disordini e violenza nel carcere di Catania Piazza Lanza. Centinaia di detenuti dei reparti Amenàno e Simeto sono venuti in contatto dando vita ad una rissa che ben presto è degenerata in rivolta e hanno cercato di sfondare il cordone di protezione, ferendo i pochi agenti di polizia penitenziaria intervenuti per separarli, nonostante il numero esiguo. Cinque di loro sono stati trasportati in ambulanza nei pronto soccorso degli ospedali San Marco e Garibaldi Nesima con traumi a collo, spalla e braccia ma sono soprattutto le condizioni di uno di loro, che pare sia stato colpito al volto con un estintore, a preoccupare. Ha delle gravi lesioni ad un occhio e per lui si è reso necessario un intervento chirurgico. Le vie di accesso a Piazza Lanza sono state interdette al traffico ed è stato richiesto l’intervento di tutti i GIR, i Gruppi di intervento rapido, che potevano essere sul posto nel giro di un’ora. Grazie al loro arrivo da tutta la Sicilia Orientale la situazione è tornata alla normalità ma la tensione resta altissima, polizia e carabinieri hanno circondato il carcere e per precauzione la direzione ha sospeso i colloqui con i familiari. Gioacchino Veneziano, coordinatore regionale della UIL Polizia Penitenziaria, rimarca come la mancanza di personale (circa 90 gli agenti che mancano a Piazza Lanza) non può che causare disordini di questo tipo, per questo si deve correre ai ripari subito. Francesco Pennisi, consigliere nazionale per la Sicilia del Sappe, si è recato personalmente a Piazza Lanza per assistere gli agenti e ha parlato di detenuti rientrati nelle celle ma di situazione incandescente. Esprime solidarietà ai colleghi feriti il presidente nazionale del Consipe, Mimmo Nicotra, che aggiunge: “quanto sta accadendo a Piazza Lanza non è una fatalità, è la cronaca di un disastro ampiamente annunciato. La struttura catanese è una polveriera pronta a esplodere, schiacciata da un sovraffollamento insostenibile che sfiora il 170%. Lo Stato ha perso il controllo a Piazza Lanza. Questa è la firma del fallimento della politica gestionale dell’Amministrazione penitenziaria”.

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