A quasi sette mesi dal drammatico smottamento dello scorso 25 gennaio, che ha costretto oltre 1.500 persone ad abbandonare le proprie case, a Niscemi la terra continua a muoversi. Segnalati nuovi cedimenti, mentre l’ombra del 1997 torna a fare paura.Il deputato nazionale del M5S Filippo Scerra ha presentato un’interrogazione urgente al ministro per la Protezione civile. L’accusa è netta: i fondi stanziati per demolizioni, delocalizzazioni e messa in sicurezza idrogeologica rischiano di rimanere sulla carta.Cosa è stato fatto finora? Quante famiglie sono ancora senza un tetto? Domande che esigono risposte immediate prima dell’arrivo delle piogge autunnali. “Niscemi non può essere lasciata sola”, conclude Scerra. Il Parlamento ora attende la replica del Governo.
Niscemi, Scerra (M5s): “Il Governo acceleri per la messa in sicurezza del territorio e trasformi le risorse stanziate in cantieri”
“A quasi sette mesi dalla frana che ha colpito Niscemi, il Governo deve dire con chiarezza quando partiranno i cantieri per mettere in sicurezza il territorio e restituire una casa alle famiglie sfollate. Le risorse annunciate non possono rimanere sulla carta, servono tempi certi, opere concrete e risposte immediate ai cittadini che vivono situazioni al limite”. Lo afferma il deputato nazionale del Movimento 5 Stelle Filippo Scerra, che ha presentato un’interrogazione al ministro per la Protezione civile, dopo la grave frana del 25 gennaio 2026 che ha costretto oltre 1.500 persone a lasciare le proprie abitazioni e reso inagibili centinaia di immobili.
A distanza di mesi, sottolinea Scerra, il fenomeno franoso non può ancora considerarsi concluso. Sono stati infatti segnalati ulteriori movimenti e cedimenti del terreno e permane una condizione di rischio per parte dell’abitato. Sono stati previsti stanziamenti destinati alla demolizione e delocalizzazione degli immobili colpiti, ma anche alla prevenzione e alla riduzione del rischio idrogeologico, con interventi sulla regimentazione delle acque, sul sistema fognario e acquedottistico, sul drenaggio e sulla stabilizzazione del territorio.
“La priorità – aggiunge Scerra – è sapere cosa sia stato effettivamente fatto finora. Quante risorse sono state spese? Quali opere sono già partite e quali, invece, sono ancora ferme alla progettazione? E soprattutto, quante famiglie sono ancora senza una sistemazione stabile?”.
Nell’interrogazione il parlamentare chiede inoltre aggiornamenti sugli ultimi dati del monitoraggio della frana e sull’eventuale estensione delle aree a rischio, oltre a garanzie per la sicurezza degli abitanti che continuano a vivere nelle zone interessate dal dissesto, soprattutto in vista dell’autunno e dell’inverno, quando le precipitazioni potrebbero aggravare la situazione.
“Niscemi ha già vissuto una grave emergenza franosa nel 1997 – conclude Scerra – e non può essere costretta a vivere una nuova stagione di attese e promesse. Il Governo riferisca al Parlamento sullo stato dell’emergenza e indichi tempi certi. Le risorse stanziate devono tradursi rapidamente in cantieri, messa in sicurezza del territorio e soluzioni abitative definitive per tutte le famiglie colpite perché Niscemi non può essere lasciata nuovamente sola”.