Doppia esposizione all’amianto: il Tribunale di Catania ha riconosciuto lo status di vittima del dovere ad un ex vigile del fuoco deceduto a 72 anni nel dicembre 2023. L’uomo aveva contratto il mesotelioma pleurico a seguito dei rischi era cui era stato esposto prima durante il servizio militare di leva nell’Esercito come marconista e, successivamente, nei quasi quarant’anni di attività nel Comando dei Vigili del Fuoco di Catania. La sentenza n. 1935/2026 stabilisce il nesso causale tra le mansioni svolte e la malattia, evidenziando inoltre la grave assenza di idonee misure di prevenzione, informazione e sorveglianza sanitaria da parte delle amministrazioni competenti. Nonostante la decisione di primo grado imponga il pagamento dei benefici previsti alla vedova — assistita dall’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto —, i Ministeri della Difesa e dell’Interno hanno deciso di ricorrere in appello. Una scelta duramente contestata dal legale, che denunzia l’ulteriore sofferenza inflitta alla famiglia del servitore dello Stato e ribadisce la volontà di proseguire la battaglia giudiziaria per la conferma dei diritti riconosciuti. Il Tribunale, si legge nella nota dell’Osservatorio, ha “riconosciuto che l’amianto respirato durante le attività di servizio ha avuto almeno un ruolo concausale determinante nell’insorgenza del mesotelioma, rilevando inoltre l’assenza di fattori estranei all’attività o all’ambiente lavorativo che, da soli, potessero spiegare la malattia”. Nella decisione “emerge anche il tema della mancata prevenzione”. Il Tribunale evidenzia che “le amministrazioni non hanno dimostrato di aver adottato adeguate e sufficienti misure contro il rischio amianto, come sistemi di aspirazione o specifici dispositivi di protezione personale”.
CATANIA - VITTIMA DI AMIANTO, MINISTERI FANNO APPELLO
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