Ieri l’assessore regionale all’Istruzione Mimmo Turano era stato categorico: “L’ipotesi di far slittare l’inizio delle lezioni non può essere accolta, per una serie di ragioni – aveva detto – Se il caldo perdura per un altro mese cosa facciamo, teniamo le scuole chiuse?”. Oggi sembra che la posizione del governo si sia un po’ ammorbidita. In una nota si legge che “Palazzo d’Orléans segue con attenzione le richieste di rinvio dell’inizio delle lezioni che stanno arrivando da diverse parti della Sicilia, sollecitazioni comprensibili alla luce delle temperature ancora elevate. Il governo regionale non ritiene, tuttavia, opportuno adottare un provvedimento generalizzato valido per tutte le scuole dell’Isola. La normativa, infatti, nell’ambito dell’autonomia scolastica, consente ai Consigli di circolo e d’istituto di modulare l’avvio delle attività didattiche in base alle specifiche esigenze locali, fermo restando il rispetto del numero minimo di giorni di lezione previsto dal calendario scolastico. La linea di Palazzo d’Orléans è, quindi, – conclude la nota – quella di lasciare alle comunità scolastiche la possibilità di valutare le diverse situazioni, evitando una soluzione uniforme che rischierebbe di non tenere conto delle peculiarità dei territori”. La palla passa quindi alle scuole e ai comuni, e già giovedì scorso il sindaco di Rosolini, Giovanni Spadola, senza aspettare comunicazioni da Palermo, era andato dritto per la sua strada, firmando l’ordinanza che fa slittare l’apertura delle scuole di ogni ordine e grado a lunedì 21 settembre per l’allerta legata alle alte temperature e l’assenza di climatizzatori nelle scuole della sua città. Un intervento, quello di Spadola, arrivato anche sulla scorta dell’allarme lanciato dalla Società Italiana di Medicina Ambientale, che ha annunciato che: “In concomitanza con la riapertura degli istituti scolastici è in arrivo la sesta ondata di caldo che renderà le aule roventi mettendo a repentaglio il benessere di studenti e insegnanti”. A Vittoria, sull’argomento si registra la presa di posizione di Valentina Argentino, consigliera comunale del m5s che già lo scorso anno aveva sollevato più volte il problema. “Non penso che la soluzione possa essere il rinvio dell’apertura – dice – ma se il caldo dovesse raggiungere livelli pericolosi per i bambini, si valuti senza esitazioni, in via d’urgenza, ogni provvedimento necessario a tutelare la loro salute”.
SCUOLA E CALDO - LA REGIONE PASSA LA PALLA AI TERRITORI
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