E’ iniziato davanti alla terza sezione del Tribunale di Palermo il processo per corruzione a carico dell’assessora regionale al Turismo, Elvira Amata (FdI), presente in aula per una prima udienza lampo rinviata al prossimo 12 ottobre.
Secondo le accuse della Procura, l’esponente della giunta Schifani ha garantito un contributo pubblico da 30 mila euro per la manifestazione “Donna, economia e potere” della Fondazione Bellisario. In cambio, avrebbe ottenuto l’assunzione e la copertura dell’alloggio per il proprio nipote da parte di Marcella Cannariato, rappresentante della società A&C Broker, già condannata a due anni e sei mesi.
La difesa dell’assessora ha risposto depositando una lista di 26 testimoni chiave, tra cui spiccano i vertici istituzionali dell’isola: il governatore Renato Schifani e il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, oltre a dirigenti regionali e collaboratori di gabinetto.
Nonostante la prima udienza si sia conclusa senza richieste formali di costituzione, Palazzo d’Orléans ha chiarito con una nota ufficiale di non aver mai ricevuto alcuna notifica formale dell’udienza. Ciononostante, il governo regionale ha annunciado che nella giunta di domani proporrà la costituzione della Regione Siciliana quale parte civile nel procedimento a tutela dell’ente.
Dal canto suo, Elvira Amata ha confermato la decisione di non dimettersi, proclamando con fermezza la propria estraneità ai fatti: “Sono una persona perbene e onesta, dimostrerò la mia innocenza”. Il presidente del collegio giudicante ha già fissato il calendario per le prossime fasi dibattimentali, che si protrarranno fino ai primi mesi del 2027.