Noi Moderati si è autosospeso dalla maggioranza di centrodestra alla Regione Siciliana al termine del vertice di oggi, a Roma, convocato per discutere le priorità da inserire nella manovrina. Un vertice incentrato su sanità, agricoltura, infrastrutture, giovani e innovazione delle imprese, al quale erano presenti il commissario regionale di FI in Sicilia Nino Minardo, e quello di Fratelli d’Italia Luca Sbardella, il segretario regionale della Lega Nino Germanà, Fabio Mancuso e Roberto Di Mauro per Mpa, il coordinatore regionale dell’Udc Decio Terrana, Carmelo Pace per la Dc e, per Noi Moderati, il sottosegretario Massimo Dell’Utri. In apertura, in videocollegamento, il presidente della Regione Renato Schifani e l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino, avevano illustrato il quadro delle variazioni e in chiusura era stato detto: “La maggioranza ha condiviso l’obiettivo di fare dei prossimi passaggi finanziari una prima base programmatica per il progetto della prossima legislatura. Il tema delle nomine sarà affrontato dopo l’approvazione delle variazioni”. Tutto sembrava, dunque, essere andato per il meglio, poi l’inaspettato annuncio. “All’esito della riunione di oggi – si legge nella nota firmata dal coordinatore nazionale Saverio Romano – nel corso della quale abbiamo avanzato proposte politiche finora disattese, abbiamo deciso di autosospenderci, fino a quando non avremo un riscontro chiaro sulla nostra partecipazione alla coalizione. Prendiamo atto delle priorità indicate oggi dalla maggioranza per le prossime variazioni di bilancio, ma dobbiamo constatare che non c’è alcuna traccia del precariato, una delle emergenze più gravi della Sicilia – sottolineano – L’impostazione della manovra ripropone, ancora una volta, la logica delle risorse distribuite a pioggia a ciascun deputato per interventi territoriali. Sono misure che non risolvono le grandi questioni aperte nell’Isola”. Scossoni anche nella giunta regionale. L’assessore regionale alla Funzione pubblica e alle autonomie locali, Elisa Ingala, dopo appena 5 mesi, si è dimessa dall’incarico. Il presidente Schifani ha nominato al suo posto l’avv. Francesca Garigliano, che giurerà davanti all’ARS nella prima seduta utile. “È una decisione sofferta, – ha spiegato Ingala – che nasce dalla consapevolezza di non riuscire più a conciliare pienamente i miei impegni professionali con le responsabilità che questo ruolo richiede”.
POLITICA REGIONALE - “NOI MODERATI” SI AUTOSOSPENDE DA MAGGIORANZA
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