L’arcivescovo di Palermo ha accettato l’invito dei commercianti che nel giorno del sit-in davanti la curia vescovile avevano chiesto un incontro con Mons. Lorefice dopo le decisioni di accorpare prima comunione e cresima in un cammino più lungo per i bambini. All’incontro erano presenti i rappresentanti delle associazioni di categoria del commercio e dell’artigianato, tra cui Confartigianato Palermo, rappresentata dal presidente provinciale Giuseppe Claudio Terruso e da Francesco Baiamonte, componente della Presidenza. Al centro del confronto il lavoro, l’occupazione, lo sviluppo del territorio, le emergenze economiche e sociali e le prospettive per i giovani e le famiglie. Tra i temi affrontati anche il nuovo Progetto Diocesano per l’iniziazione cristiana dei giovani e dei fanciulli.
«Dal 2019 sono state coinvolte le parrocchie e sono stati distribuiti circa 2.500 questionari. Le comunità parrocchiali non possono essere semplicemente luoghi per la celebrazione dei sacramenti, ma devono essere comunità capaci di trasmettere fede, relazioni e partecipazione. Da parte nostra c’è la disponibilità a contribuire a questo percorso attraverso la pastorale sociale e un tavolo di lavoro che metta in relazione istituzioni e attività produttive».
Un’impostazione che si lega alle parole dello stesso Lorefice, che ha ribadito come il nuovo progetto non riguardi soltanto i giovani, ma anche le loro famiglie, con l’obiettivo di promuovere un cambiamento culturale e sociale e fare della parrocchia un luogo di formazione della fede. L’arcivescovo ha inoltre rinnovato la disponibilità al confronto sulle difficoltà di chi fa impresa e sulla possibilità di considerare le scelte della Chiesa anche come occasione per un “profitto etico”.
e’ stato concordato un percorso di formazione congiunto tra Confartigianato e Curia per gli operatori delle cerimonie, creando linee guida per unire professionalità e rispetto della liturgia.
A commentare l’incontro di ieri anche Confimprese Palermo riteniamo che il dibattito che abbiamo aperto abbia contribuito in maniera determinante a creare le condizioni perché ciò avvenisse” afferma Giovanni Felice, presidente di Confimprese Palermo,
Nel corso di questa vicenda si è determinata, continua Felice, una vera e propria frattura istituzionale con il Sindaco di Palermo. Roberto Lagalla, dopo avere incontrato Confimprese, era intervenuto personalmente presso l’Arcivescovo per favorire l’apertura di un confronto. Per rispetto del Sindaco e del suo intervento istituzionale, noi sospendemmo la manifestazione già programmata davanti alla Curia. Quel confronto non si è mai aperto”.
Da qui, la conseguenza. “Noi leggiamo questo come una frattura con il Sindaco. Se invece l’intervento del primo cittadino di Palermo debba essere considerato una semplice cortesia istituzionale, saranno eventualmente i diretti interessati a spiegarlo.
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PALERMO - CATECHISMO, “CONFRONTO PIU’ AMPIO”
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