Scoppia il caso politico attorno alla mancata costituzione di parte civile della Regione Siciliana nel processo per corruzione a carico dell’assessora al Turismo, Elvira Amata. Palazzo d’Orléans specifica che l’ente non è potuto entrare nel dibattimento per il superamento dei termini. Tuttavia, la presidenza chiarisce che la decisione non compromette i propri diritti: in caso di condanna, la Regione è pronta ad avviare immediatamente un’azione in sede civile per ottenere il risarcimento dei danni. L’inchiesta della Procura di Palermo riguarda un presunto scambio di favori: l’assessora, secondo l’accusa, ha ottenuto dall’imprenditrice Marcella Cannariato l’assunzione e l’alloggio del nipote in cambio di un finanziamento pubblico da 30mila euro per la manifestazione ‘Donna, economia e potere’ promossa dalla fondazione Marisa Bellisario, di cui Cannariato, condannata a due anni e sei mesi, era rappresentante regionale . Amata, che vede tra i testi a sua difesa anche il governatore Renato Schifani, respinge con fermezza ogni accusa, dichiarandosi estranea ai fatti e fiduciosa di dimostrare la propria totale innocenza.
L’assessora non si è dimessa e ha sempre sostenuto di essere “una persona perbene e onesta”. “Non mi sono mai macchiata di comportamenti illegali, né immorali – ha affermato – e sono convinta che dimostrerò la mia innocenza”. processo alla assessora Amata è stato rinviato al 13 gennaio. All’udienza di oggi è stato dato incarico al perito del tribunale di trascrivere le intercettazioni. (
PROCESSO AMATA - REGIONE NON E’ PARTE CIVILE MA CHIEDERA’ DANNI
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