La seconda amministrazione Cassì a Ragusa è in crisi profonda, secondo il pd. Le dimissioni dell’assessore Giovanni Iacono sono il segno di uno sfaldamento politico ormai irreversibile. Un eventuale rimpasto di giunta sarebbe solo un tentativo di “tirare a campare” prima delle dimissioni anticipate del sindaco, destinate alla candidatura alle elezioni regionali.Secondo ILS EGRETERAIO DEL PD DI RAGUSA RICCARDO Schininà, le cause del declino del “sistema Cassì” sono: La svolta politica: L’adesione del sindaco a Forza Italia, che ha tradito il civismo originario con cui aveva vinto nel 2023. I problemi amministrativi e di immagine: Il caso dei “finti volontari”, le polemiche sul Castello di Donnafugata, la perdita di luoghi come Ancione e il Mulino Curiale, il caso Madison e il degrado del centro storico. L’inaugurazione della Vallata Santa Domenica non basta a compensare queste carenze. Il Partito Democratico sta già lavorando a un’alternativa solida per il futuro di Ragusa. Il percorso prevede un confronto aperto con il centrosinistra e il campo progressista per superare i personalismi, definire un programma condiviso e individuare una figura autorevole di garanzia. Schininà ha infine accolto positivamente l’appello all’unità lanciato da Sinistra Italiana.
“La seconda amministrazione Cassì è ormai entrata nella sua fase terminale. Le dimissioni dell’assessore Giovanni Iacono rappresentano soltanto l’ultimo episodio di un processo di sfaldamento politico iniziato un anno e mezzo fa e che oggi appare irreversibile”.
A dichiararlo è Riccardo Schininà, segretario cittadino del Partito Democratico di Ragusa, intervenendo sulla crisi che attraversa l’amministrazione comunale.
“Se il sindaco, come sembra, tenterà di risolvere la crisi attraverso un rimpasto di giunta – spiega il segretario dem -sarà soltanto un rattoppo politico, un tentativo di tirare a campare fino alla conclusione anticipata della sindacatura, quando Cassì dovrà lasciare Palazzo dell’Aquila per candidarsi alle prossime elezioni regionali. Senza due degli assessori di maggior peso della compagine originaria, con una maggioranza risicata o instabile in Consiglio comunale e con evidenti smottamenti tra le forze politiche che la compongono, il rischio concreto è quello di condannare Ragusa all’immobilismo e alla precarietà amministrativa”.
Secondo Schininà, la crisi non è soltanto numerica, ma affonda le proprie radici nelle contraddizioni politiche che hanno progressivamente indebolito il progetto del sindaco.
“Il cosiddetto ‘sistema Cassì’ – aggiunge – non ha retto alla scelta del sindaco di aderire a Forza Italia, tradendo quel civismo in nome del quale aveva ottenuto il 63% dei consensi nel 2023. Ma soprattutto non ha retto alla distanza sempre più evidente tra la narrazione di una città perfetta e la realtà quotidiana vissuta dai ragusani.
Negli ultimi mesi sono emerse vicende che hanno gettato ombre su quell’immagine: dal caso dei cosiddetti finti volontari impiegati nella gestione delle strutture comunali alle questioni relative al Castello di Donnafugata, dalla perdita di luoghi simbolici come Ancione e Mulino Curiale alle ambiguità ancora irrisolte sulla chiusura del Madison. A tutto questo si aggiungono l’abbandono e il degrado del centro storico e i tanti problemi ordinari della città rimasti senza risposte adeguate.
L’inaugurazione della Vallata Santa Domenica, un’opera certamente importante e di valore per Ragusa, non può bastare a compensare ciò che non è stato realizzato in oltre otto anni di amministrazione”.
Per il segretario cittadino del PD, le prossime decisioni delle forze di maggioranza non potranno cancellare la portata della crisi.
“Qualunque cosa accada nei prossimi giorni – prosegue Schininà -, a cominciare dalle scelte che compirà Partecipiamo, il dato politico non cambia. Lo stesso sindaco Cassì, durante la seduta del Consiglio comunale di lunedì, ha riconosciuto apertamente le difficoltà del momento. Chiunque sarà eventualmente chiamato a tappare il buco in giunta, lo farà con la consapevolezza di un’amministrazione che va a conclusione e con la certezza di non potersi ritagliare agibilità politica dentro una compagine con orizzonti futuri ormai definiti”.
Schininà rivolge quindi lo sguardo alla costruzione dell’alternativa politica:
“Come Partito Democratico prendiamo atto che si è aperta una fase nuova, ma non ci siamo fatti trovare impreparati. Da mesi lavoriamo alla costruzione di un’alternativa solida, credibile e capace di governare la città nei prossimi cinque anni.
Lo stiamo facendo attraverso il confronto, onesto e pubblico, con le altre forze del centrosinistra e del campo progressista, impegnandoci a ricucire le fratture del passato, a superare i personalismi e a valorizzare le tante cose che ci uniscono. Il nostro obiettivo è costruire prima di tutto un progetto politico e programmatico, fondato su una visione condivisa del futuro di Ragusa, e individuare una figura autorevole e di garanzia che sappia interpretarlo e rappresentarlo”.
Infine, il segretario del PD accoglie positivamente l’appello all’unità lanciato da Sinistra Italiana.
“Accolgo con favore l’invito alla responsabilità rivolto mercoledì da Sinistra Italiana a tutte le forze del centrosinistra – conclude -, è un appello che condividiamo pienamente. Siamo stati sin dall’inizio, e continuiamo a essere, testardamente unitari”.