“I dati Inail confermano la situazione drammatica in Sicilia, da noi denunciata ripetutamente e al centro di iniziative sindacali della Cgil”. Così il segretario confederale della Cgil Sicilia, Francesco Lucchesi, commenta i dati snocciolati dall’INAIL secondo i quali, a livello nazionale, nei primi nove mesi dell’anno le denunce di infortunio in occasione di lavoro con esito mortale sono state 589, 19 in più rispetto alle 570 del 2025. Dall’analisi territoriale emergono incrementi nelle Isole (da 60 a 69) e tra le regioni si segnala proprio la Sicilia con un drammatico +10. “In un contesto immutato in cui difettano i controlli, la formazione è insufficiente, il lavoro irregolare dilaga, gli infortuni e le morti sul lavoro aumentano. E’ arrivato il momento che le istituzioni e gli enti preposti prendano in mano la situazione – dice Lucchesi – andando oltre le dichiarazioni di rito. La CGIL chiede interventi decisi per il lavoro regolare, contro ogni forma di sfruttamento, il rispetto delle norme sulla sicurezza, dei contratti di lavoro, più formazione, più controlli. In un quadro del genere, è intollerabile – conclude – che si pensi, piuttosto, a sottodimensionare l’organico degli ispettorati del lavoro”.
INCIDENTI SUL LAVORO - SICILIA TRA REGIONI PEGGIORI, ALLARME DI CGIL
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