A Niscemi è stato necessario fare sgomberare altre case e attività commerciali che si trovano a valle lungo la strada provinciale 11, l’unica percorribile dopo la chiusura delle altre due, la 10 e la 12, a causa della frana che ha stravolto l’esistenza di questo piccolo comune in provincia di Caltanissetta. Il provvedimento si è reso necessario alla luce di quanto emerso dal sopralluogo effettuato dai magistrati e dai consulenti della Procura di Gela, che indaga per disastro colposo. Tre le famiglie costrette a lasciare le proprie abitazioni, chiusi un negozio di marmi e un altro di prodotti per l’agricoltura, off limits anche un deposito abbandonato da tempo. E a proposito di attività commerciali, ieri sera c’è stato un incontro tra il presidente di Confcommercio Sicilia, Gianluca Manenti, il presidente di Confcommercio Gela, Francesco Trainito, e il sindaco di Niscemi, Massimiliano Conti. Si è parlato della grave situazione economica e sociale, alla presenza del comitato spontaneo dei commercianti, costituitosi in questi giorni per dare voce alle imprese colpite direttamente e indirettamente dall’emergenza. “Non basta parlare di contributi tampone, è necessario capire come ricostruire un tessuto economico che rischia di sgretolarsi, immaginando un percorso di rinascita” ha detto Manenti. “Per farlo, serve “un modello Niscemi, un piano di sviluppo che trasformi questa crisi in un’occasione di rilancio e che possa diventare un esempio replicabile in altre realtà siciliane colpite da emergenze simili” ha aggiunto Manenti, che ha sottolineato come la frana abbia colpito non solo le attività all’interno della zona rossa, ma anche quelle a chilometri di distanza. “Non si può ripetere l’errore di Gibellina, dove la ricostruzione non ha tenuto conto della vita reale delle persone e delle imprese” ha concluso Trainito – “Qui serve una strategia chiara, condivisa e immediata”
NISCEMI - A RISCHIO ANCHE LE CASE A RIDOSSO DELLA SP11
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