LOCKDOWN ENERGETICO - AEROPORTI A RISCHIO? LA SITUAZIONE IN SICILIA

di Sarah Donzuso
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Negli scali di Palermo, Catania e Comiso la situazione è sotto controllo. Il riferimento è a quanto accaduto in questi giorni in vari aeroporti italiani che hanno già dovuto fare i conti con minori presenze di carburante. Proprio su Palermo a fare il punto è la Gesap, la società che gestisce lo scalo, che all’Adnkronos ha dichiarato che all’aeroporto ‘Falcone e Borsellino’ “al momento non si riscontrano criticità”, e “l’operatività dei voli non ha subito alcuna conseguenze”. “Pur in un contesto di monitoraggio costante della situazione, che richiede comunque un approccio prudenziale- dice Gesap – siamo costantemente in contatto con i nostri fornitori e operatori al fine di garantire tempestiva reattività ed evoluzioni nella fornitura del carburante”.
Se si tira un sospiro di sollievo in Sicilia, non va bene – invece – in altri aeroporti italiani. Difficoltà a Milano Linate, Venezia, Treviso e Bologna dove fino al 9 aprile ci saranno limitazioni per il carburante, così come è stato annunciato attraverso un ‘Notam’, ovvero un bollettino aereonautico rivolto alle compagnie aeree.
Ieri poi è toccato anche all’aeroporto di Brindisi, per il quale è arrivato un nuovo avviso Notam, allarme per fortuna rientrato quest’oggi. E problemi anche Reggio Calabria. Preoccupazione anche per Pescara ma l’allarme è stato smentito.
Su quanto sta accadendo è intervenuto anche il Presidente dell’Enac Pierluigi Di Palma che ha evidenziato il carattere contingente della situazione, dovuta principalmente all’intenso traffico aereo delle vacanze pasquali.
“Il tema del conflitto in Medio Oriente non è ancora attuale né sovrapponibile alla questione del rifornimento di carburante – ha dichiarato il Presidente Enac. “Il sistema del trasporto aereo è ridondante e gli operatori stanno già ipotizzando un piano B, laddove la situazione di difficoltà dovesse crescere”.
Il presidente spera anche che la situazione possa in breve risolversi.
Il blocco nello stretto di Hormuz dunque si sta facendo sentire sempre di più e se non si trova una risoluzione alla crisi in medio oriente, a rischio potrebbero esserci anche le vacanze estive.
Sulla vicenda è intervenuto il Codacons che ricorda che, in caso di cancellazione del volo per decisione della compagnia aerea, anche nell’ipotesi di criticità operative legate ai rifornimenti, i diritti dei viaggiatori sono già disciplinati dalla normativa comunitaria. In tali circostanze, infatti, il passeggero ha diritto al rimborso del prezzo del biglietto oppure alla riprotezione su un altro volo.

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