Fare un viaggio attraverso l’aeroporto di Catania è ormai un terno a lotto.
Stanotte voli regolari, stamattina un nuovo stop e poi intorno alle 10 si è ripreso a volare.
Tutto legato all’emissione di cenere sall’Etna e ai venti che non stanno aiutando l’operatività dello scalo.
Ma ripercorriamo la cronaca di questa mattina: alle 07:25 il VONA, l’avviso per il volo, è stato portato al massimo livello di allerta, il rosso con la conseguente sospensione dei voli in arrivo e in partenza. E i prevedibili disagi.
Alle 09:51 il VONA di nuovo arancione e alle 10 la comunicazione da parte della SAC, la società di gestione dell’aeroporto di Catania, che ha avvisato che sono state ripristinate le attività di volo in partenza e in arrivo all’aeroporto di Catania con effetto immediato.
Tutto risolto? Assolutamente no perché nel frattempo a Catania c’erano pochi aeromobili e di fatto molti voli sono stati cancellati.
Ovviamente non si può tornare subito alla normalità ma la gente anche stamattina ha subito ingenti disagi anche perché molti neanche sapevano che l’operatività era stata ripristinata.
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Senza contare i danni economici: Centro Ricerche Consumatori ha calcolato che le chiusure estive hanno creato un danno di circa seicento milioni di euro, pari al 9% dei 6,6 miliardi di fatturato del settore turistico siciliano, come ha spiegato Claudio Melchiorre che ha coordinato la ricerca. E a queste cifre dobbiamo aggiungere quanto accaduto in questi giorni e ancora non è stato quantificato.
E c’è un altro aspetto che va considerato: chi ha avuto il proprio volo cancellato ha cercato soluzioni alternative dagli altri scali siciliani ha dovuto sborsare cifre non indifferenti. Abbiamo fatto anche noi una simulazione. Da Comiso per Milano o Roma si possono pagare anche 800 euro. Da Palermo la spesa si attesta intorno ai 300 euro per Roma e ai 200 euro per Milano