Il dibattito si è acceso attorno alla nascita della DMO (Destination Management Organization) “Enjoy Barocco”, promossa dal GAL Terra Barocca. Uno strumento tecnicamente ineccepibile, ma che secondo il Comitato a difesa e svilupp dell’aeroporto degli iblei e alcuni imprenditori del settore rischia di nascere “zoppo”. La tesi è chiara: la creazione di una struttura di governance è un’opportunità solo se inserita in una strategia che parta dai flussi turistici reali. Senza una programmazione che riporti i voli a Comiso, la DMO rischia di essere una “scatola ben disegnata ma vuota”. Il Comitato sottolinea come, in altri contesti italiani, il successo turistico sia arrivato seguendo una sequenza logica precisa: prima l’investimento sull’accessibilità e sulle rotte, poi l’organizzazione dei servizi. Secondo il Comitato «Non sono gli strumenti digitali o amministrativi a generare turismo, ma i flussi». Investire in portali web e marketing senza garantire i voli è un’operazione che rischia di non produrre alcun impatto reale. Il timore espresso è che la DMO venga percepita come una struttura aggiuntiva e burocratica, incapace di produrre il salto di qualità atteso da operatori e cittadini. Non si tratta di una bocciatura del progetto del GAL, ma di una richiesta di “sincronizzazione” tra promozione e infrastrutture. La lettera-appello del Comitato è un invito a una “assunzione di responsabilità”. La priorità strategica deve tornare a essere il potenziamento dell’aeroporto degli Iblei come base solida su cui far poggiare l’intero comparto turistico. Senza un piano industriale serio per il “Pio La Torre”, il rischio è che il “Barocco” rimanga un tesoro bellissimo, ma sempre più difficile da raggiungere.
AEROPORTO DI COMISO - AFFONDO ALLA DMO, “TURISMO SENZA TURISTI”
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