Sono circa mezzo milione gli agnelli e i capretti che stanno per essere uccisi, sacrificati per diventare la portata principale del pranzo pasquale dopo essere stati strappati alla madre ad appena un mese di vita. Un’usanza che, per fortuna, si legge in una nota di OIPA Italia, si sta pian piano perdendo. Basti pensare che nel 2010 l’Istat riportava la macellazione di 4 milioni e mezzo di agnelli mentre secondo dati aggiornati al 2025, il numero complessivo di agnelli e capretti macellati in Italia si attesta intorno ai 3 milioni annui, con un picco concentrato proprio nel periodo pasquale. Numeri in calo, dunque, a dimostrazione di un’attenzione crescente verso il benessere animale, ma ancora elevati. Per questo, anche quest’anno l’OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) lancia la campagna “A Pasqua la differenza la fai tu”. Il focus è sullo specismo, ovvero la discriminazione che porta a considerare degni di amore e protezione alcuni animali – come cani e gatti – e altri destinati al consumo, pur avendo le stesse capacità di provare paura, dolore e attaccamento. “Un cucciolo di cane e un agnello condividono la stessa età, la stessa capacità di provare emozioni e soprattutto la stessa voglia di vivere – continua la nota – Non esistono animali “da amare” e animali “da mangiare”, ed eliminare l’agnello dalle tavole pasquali sarebbe già il primo passo verso un’alimentazione etica”. Con questa campagna, l’OIPA invita quindi a compiere una scelta consapevole, portando in tavola alternative vegetali e lasciando fuori dal piatto la sofferenza animale.
OIPA - AL VIA “A PASQUA LA DIFFERENZA LA FAI TU”
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