‘Massimo livello di protezione, può succedere di tutto’, ‘Eventuali decisioni sulla concessione di basi Usa sul territorio italiano per attacchi in Iran saranno condivise con il Parlamento. è quanto detto dal Ministro della Difesa guido Crosetta nelle comunicazioni alla Camera dei Deputati sulla guerra in Iran
Intendiamo dispiegare un dispositivo multi dominio in Medioriente, con sistemi di difesa aerea anti drone e antimissilistica.
L’Italia non è in guerra, stiamo cercando di gestire, mitigare in stretto accordo con le nazioni amiche le conseguenze di questo conflitto. Ci dicono che durerà settimane”. Eventuali decisioni sulla concessione di basi Usa sul territorio italiano per attacchi in Iran saranno condivise con il Parlamento.
anche il Ministro degli Esteri antonio Tajanui ha parlato alla camera aggiungendo che “Sono 100 mila gli italiani coinvolti direttamente o indirettamente nelle aree” della crisi. Gli italiani aiutati a lasciare le aree a rischio sono arrivati a 10.000″, ha aggiunto. ”
E “Mentre nei palazzi delle istituzioni si richiamano accordi pregressi e si prospetta l’autorizzazione all’utilizzo delle basi statunitensi ai fini bellici, in Sicilia registriamo già traffico militare, allerta operativa, collegamenti satellitari attivi, snodi logistici in funzione. Stiamo diventando piattaforma operativa, parte della catena bellica e quindi potenziale bersaglio. Noi diciamo no e siamo pronti alla mobilitazione. Il governo regionale intervenga. Così la Cgil regionale, l’Anpi e altre associazioni tra cui Arci, Auser, Federconsumatori, Legambiente, Libera, Uisp, che in una nota congiunta esprimono “preoccupazione e sconcerto” per quanto sta avvenendo. ”
Un “rafforzamento dei dispositivi di vigilanza” sulle basi militari americane presenti in Italia, “nonchè presso i siti sensibili riconducibili alla filiera di produzione ad interesse militare, specie di quella a supporto della catena logistica bellica degli alleati”, è contenuta in una circolare – visionata dall’ANSA – inviata dal Dipartimento della Pubblica sicurezza a prefetti e questori.
I prefetti sono invitati ad approntare misure di sicurezza “a tutela degli obiettivi diplomatico-consolari, religiosi, culturali, economici e commerciali riferibili allo Stato di Israele ed alla comunità religiosa ebraica, nonchè agli Usa”.
Si chiede inoltre alla polizia postale di monitorare il web “ai fini della tempestiva individuazione di eventuali azioni ostili o mobilitazioni per la pronta pianificazione di dispositivi a tutela dell’ordine pubblico”. Gli operatori di polizia ed i militari che partecipano all’operazione Strade sicure sono infine sensibilizzati nella loro operatività a mantenere “una elevata soglia di attenzione, con adozione di appropriate misure a salvaguardia della propria ed altrui incolumità”.
CRISI IN MEDIO ORIENTE - “ALZARE LA VIGILANZA SU BASI USA IN ITALIA”
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