MODICA - AMBULANZE FERME IN ATTESA DELLE BARELLE

di Viviana Sammito
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Queste immagini pubblicate su facebook dal modicano franco militello, assessore negli anni duemila e attento osservatore delle criticità del territorio, raccontano che il sistema delle emergenze urgenze è andato in tilt, all’ospedale maggiore nino baglieri di modica. Potrebbe essere battezzato come il caso modica dove ciò che è successo ieri accade tutti i giorni: 7 ambulanze ferme i cui soccorritori hanno poco prima sbarellato i degenti al pronto soccorso ma sono rimaste bloccate in attesa delle barelle che si sarebbero liberate qualora i medici avessero ricoverato il paziente o trovato un’altra sistemazione. Il risultato è stato un pericoloso “effetto domino”: per diverse ore il territorio di Modica è rimasto privo di copertura immediata per le emergenze. i bene informati ci dicono che non c’è notizia perchè la verità è che succede sempre: la convenzione Seus stabilisce che il paziente va trasferito nell’ospedale più idoneo e non in quello più vicino come invece accade ormai da prassi e quindi al maggiore nino baglieri arrivano ambulanza anche da Rosolini, anzichè portare i pazienti ad Avola e Noto, creando un’ulteriore paralisi, considerato che i reparti sono saturi. La paralisi delle ambulanze è il segnale di un punto di rottura ormai superato: senza un potenziamento strutturale degli organici e una gestione coordinata dei flussi, il diritto alla salute dei cittadini modicani rischia di restare bloccato in un parcheggio d’ospedale. C’è anche la questione del picco dell’influenza: funzione poco il filtro tra paziente e medici di base, ci dicono, molti arrivano direttamente al pronto soccorso anche per sintomi che possono essere curati a casa. sul caso delle barelle è intervenuto vito d’antona, di Sinistra Italiana, chiedendo che la sanità cittadina torni al centro dell’agenda politica e chiamando in causala sindaca di modica, maria monisteri, massima autorità sanitaria locale, che deve farsi carico del problema, chiedendo altresì un’interlocuzione immediata con i vertici dell’ASP di Ragusa e la convocazione urgente del Comitato dei Sindaci per definire interventi concreti, informando tempestivamente la città e il Consiglio Comunale. Questa timeline ci indica quanti pazienti intorno alle 12 di oggi hanno avuto accessi nelle aree di emergenza urgenza nei tre ospedali e come si nota i casi dei codici verdi sono 12 in media già quelli presi in carico e dai 4 ai 9 pazienti in attesa e sono casi senza rischio evolutivo che solitamente richiedono prestazioni diagnostiche semplici. 28 quelli presi in carico nella sola mattinata di oggi a Modica con condizioni che richiedono prestazioni diagnostiche complesse.
Se a Modica si combatte in trincea, a Palermo il Policlinico “Paolo Giaccone” a Palermo ha già varato misure drastiche con l’istituzione di una task force dedicata al sovraffollamento, aggravato dai cantieri del PNRR che riducono gli spazi disponibili. Al Policlinico sono stati sospesi i ricoveri programmati (salvo quelli oncologici e urgenti) e si valuta la trasformazione di reparti a bassa occupazione in posti letto di area medica.

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