Ancora nessuna comunicazione con Alessio Catanzaro da parte della famiglia: Alessio, catanese di origine, è uno dei 29 attivisti italiani a bordo della Global SUMUD Flotilla che sono stati fermati dalle forze armate israeliane. Israele, infatti, ha bloccato tutte le barche della Flotilla, comprese le 10 che erano scampate all’abbordaggio del 18 maggio.
Sono 430 gli attivisti e tutti – cosi come si legge in una nota del ministero degli Esteri israeliano – “sono stati trasferiti su navi israeliane e sono stati portati ad Ashdod per incontrare i loro rappresentanti consolari. Alcuni sono arrivati in mattinata, altri arriveranno nel pm.
Sbarcando ad Ashdod, per gli attivisti si aprono due strade: la prima è l’espulsione immediata per chi acconsente (entro 24 ore per gli altri), l’altra è che siano sottoposti a interrogatori o ulteriori indagini.
Ad assistere gli attivisti è ancora una volta il team legale della ong Adalah. Legali che a loro volta dovrebbero dare informazioni alle famiglie che vivono con ansia la situazione.
La missione umanitaria ha depositato una denuncia per sequestro di persona e circa 90 persone hanno cominciato lo sciopero della fame in segno di protesta.
Grande attenzione sulla vicenda da parte del governo nazionale: “Stiamo seguendo la vicenda con la nostra ambasciata a Tel Aviv, con il nostro consolato, con l’ambasciata italiana a Cipro”, si legge in una nota della Farnesina che aggiunge: “Abbiamo già mandato i nostri messaggi. Chiediamo e abbiamo chiesto che venissero comunque tutelati i nostri concittadini, liberati il prima possibile così come è accaduto per l’episodio di qualche settimana fa” ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
Sulla vicenda è intervenuto anche l’on. Giovanni Burtone, parlamentare ARS, che ha annunciato una interrogazione al Presidente della Regione, Renato Schifani , per chiedere di farsi portavoce presso il governo nazionale ed altre istituzioni internazionali perchè si adoperino per il rilascio di Alessio e degli altri fermati e che non siano oggetto di violenza nel periodo di fermo presso le forze di sicurezza israeliane.
Intanto stamattina a Roma si è tenuta una conferenza stampa da parte degli attivisti e da oggi alle 15 comincerà, sempre a Roma, un presidio con Liberi e Libere Cittadine/i, Sanitari per Gaza, Assopace Palestina, Comitato per la liberazione di Barguti.
Alle 18:00 è prevista una chiamata cittadina per una grande presenza di Montecitorio per chiedere risposte immediate al Governo.
Le richieste sono:
– Informativa certa sull’utilizzo delle basi militari italiane
– Informativa sul coinvolgimento delle aziende italiane
– Interruzione di tutti i rapporti con israele e sanzioni
– Liberazione immediata dei 500 rapiti
– Rientro immediato dei cittadini italiani
– Apertura immediata di un corridoio umanitario per Gaza
– Liberazione dei prigionieri politici palestinesi
“Il Governo e l’Unione Europea devono interrompere ogni relazione con israele: isoliamo il sionismo”, scrivono in una nota.