CICLONE HARRY - BALNEARI TRA TASSE E FONDI NON EROGATI

di Viviana Sammito

Il settore balneare siciliano vive una crisi drammatica a causa dei ritardi nell’erogazione dei fondi IRFIS per il ciclone Harry. Nonostante le promesse, c’è un continuo palleggio di competenze tra l’Assessorato all’Economia e quello alle Attività Produttive. Le imprese colpite affrontano vincoli burocratici farraginosi, tra cui richieste di integrazione documentale e perizie asseverate che hanno demotivato anche gli stesi iprtenditopri a presentare la domanda di liquodazioe per i danni subiti. L’obbligo di regolarità del DURC viene imposto ingiustamente, ignorando lo stato di emergenza nazionale prorogato al 31 dicembre 2026. Il governo regionale richiede paradossalmente la restituzione dei primi aiuti di 19.200 euro erogati nell’immediatezza dalla Protezione Civile. I Comuni inadempienti, tranne Scicli, non hanno trasmesso gli elenchi, facendo decadere la rottamazione-quarter per i concessionari. Molti operatori subiscono avvisi di messa in mora, pignoramenti dell’Agenzia delle Entrate e la perdita della stagione estiva. Le attività subiscono sanzioni e procedure di recupero anziché ricevere il ristoro promesso per i danni subiti dalle strutture. L’associazione ribadisce con forza che nessuno vuole esimersi dal pagare le tasse, ma chiede di essere messa nelle condizioni di poterlo fare. Viene contestata la richiesta di pagamento immediato delle pendenze mentre si ritardano i fondi vitali per la ripresa. Si chiede l’eliminazione dei vincoli sul DURC, lo stop alle richieste di restituzione dei 19.200 euro e l’annullamento delle cartelle esattoriali. Gli operatori balneari chiedono interventi rapidi e concreti per scongiurare il fallimento definitivo di un intero comparto economico.

ANTONELLO FIRULLO
PRESIDENTE ASSOCIAZIONE Turistica Balneare Siciliana.

Potrebbe interessarti anche: