Botta e risposta tra il coordinatore del comitato trasporto siciliano Salvatore Bella e il presidente dei trasportatori siciliani dell’AIAS Giuseppe Richichi.
“Le minacce e le violenze messe in atto da Richichi e da una piccola parte dei padroncini non ci appartengono. ha detto Bella, Siamo tutti consapevoli del dramma che l’intera categoria sta attraversando a causa del caro gasolio, ma le difficoltà non si risolvono tagliando le gomme o minacciando i colleghi per costringerli a fermarsi con la forza. Chiediamo che le forze dell’ordine ci tutelino: noi vogliamo lavorare”.
Salvatore Bella, coordinatore del Comitato trasportatori siciliani lancia un appello alle autorità di pubblica sicurezza, rivolgendosi direttamente al Prefetto e al Questore di Catania, affinché si disponga un intervento immediato e coordinato delle Forze dell’Ordine nei due snodi nevralgici della città: il casello autostradale di San Gregorio e l’area portuale.
SALVATORE BELLA COORDINATORE COMITATO TRASPORTO SICILIANO
E non si fa attendere al risposta di Richichi, “Tutti gli autotrasportatori siciliani e non solo hanno fatto i blocchi e i fermi e quelli dell’intermodalità si sono presi i soldi senza fare niente. Ora vedremo il da farsi”, ha detto il presidente dell’AIAS aggiungendo che dopo l’accordo siglato ieri a Milano con il ministro ai Trasporti, Matteo Salvini, ha neutralizzato una parte significativa della protesta dei tir in Sicilia. Il Comitato trasportatori siciliano ha revocato il fermo dei servizi, annunciando però “lo stato di agitazione fino alla completa risoluzione degli ultimi nodi aperti”. Richici ha smentito le minacce e le violenze di cui aveva parlato a Bella. Ieri a Milano sono stati ‘sganciati’ solo i soldi per il ‘mare bonus’ e si sapeva “. “Intanto – ha concluso Richichi- andiamo all’assemblea in interporto a Catania e vedremo il da farsi”.
Ma a causa della protesta i lavoratori delle grandi catene di distribuzione chiedono un riscontro scritto entro 48 ore. La Uil e la UilTucs Sicilia chiedono un riscontro scritto entro 48 ore. Dalle segnalazioni dei lavoratori emergono richieste di uscita anticipata, mancate presentazioni al turno e possibili rientri in servizio con preavviso minimo, in attesa dell’arrivo delle merci.
Situazioni che rischiano di tradursi in decurtazioni salariali, imposizione di ferie e permessi o modifiche arbitrarie degli orari.
In assenza di risposte puntuali, il sindacato valuterà tutte le iniziative sindacali e legali, incluso il coinvolgimento degli organi ispettivi.