La Cgil di Ragusa ha illustrato la relazione dell’osservatorio sul part time nel 2025 che analizza qualità, distribuzione e caratteristiche delle assunzioni a tempo parziale nei principali settori produttivi della provincia di Ragusa. Il lavoro c’è ma non basta a garantire una retribuzione dignitosa.
Il comparto agricolo, rappresenta oltre la metà delle assunzioni provinciali,
negli altri comparti economici nel 2025 sono state registrate 51.203 assunzioni di cui 20.135 con contratto part-time, pari al 39,32% del totale. In pratica, quasi quattro nuovi rapporti di lavoro su dieci prevedono un orario ridotto. Il settore che ricorre maggiormente al part-time è quello dei Servizi alle imprese, che concentra oltre la metà di tutte le assunzioni part-time seguito da Alberghi e Ristorazione Commercio (14,78%), Industria (9,72%) e Trasporti e Comunicazione (3,3%).
L’analisi evidenzia inoltre come nella maggior parte dei comparti oltre il 60% dei rapporti part-time non superi le 20 ore settimanali, mentre desta particolare preoccupazione il fenomeno dei contratti tra una e dieci ore settimanali, definito nello studio come “part-time ridotto”, particolarmente diffuso nei Servizi alle imprese, dove interessa quasi un’assunzione su quattro.
Ancora più allarmante è il dato relativo ai cosiddetti mini part-time, Nel 2025 sono stati 1.881, pari al 9,34% di tutti i contratti part-time della provincia. Una tipologia contrattuale che, secondo lo studio, rischia di alimentare precarietà e frammentazione del lavoro, con lavoratori che spesso percepiscono retribuzioni nette inferiori ai 600 euro mensili, insufficienti persino a coprire i costi della mobilità in un territorio caratterizzato da un’offerta di trasporto pubblico limitata.
. Secondo la CGIL, sono soprattutto donne e giovani a subire gli effetti di questa doppia penalizzazione: da un lato il ricorso ai contratti meno tutelanti e dall’altro forme di part-time involontario che comprimono reddito, diritti e prospettive pensionistiche. Per questo motivo la cgil propone l’introduzione di strumenti normativi capaci di garantire una soglia minima di retribuzione e un monte ore minimo settimanale per tutti i lavoratori part-time, indipendentemente dal settore di appartenenza, l’introduzione di un minimale contributivo che possa garantire una pensione dignitosa, tutte azioni aventi l’obiettivo di contrastare il fenomeno del lavoro povero e del part-time involontario.