RAGUSA - CGIL CHIEDE ASSEGNO PENDOLARI E SMART WORKING

di Viviana Sammito
53 visite

Il pendolarismo in provincia di Ragusa è ormai un’emergenza strutturale: secondo l’Osservatorio CGIL 2025, il 47,72% della forza lavoro (circa 31.700 persone) è costretto a spostamenti extra-comunali. Una “tassa occulta” che nel 2026 peserà per quasi 1.500 euro annui a lavoratore, incidendo per l’8,82% su redditi medi già esigui. Il quadro descrive una fragilità sociale acuta, con l’87% dei pendolari impiegato in contratti precari e un forte impatto su sicurezza (310 infortuni in itinere) e ambiente (21.300 tonnellate di CO2 emesse). Di fronte a infrastrutture carenti come la Siracusa-Gela, la CGIL propone un “assegno pendolari” da 90 euro mensili e il potenziamento dello smart working. Il segretario regionale Alfio Mannino avverte: il caso Ragusa riflette il dramma dell’intera Sicilia, dove il “doppio svantaggio” dell’insularità e delle reti inefficienti nega il diritto alla mobilità. Per il sindacato, non è più solo un tema di trasporti, ma una battaglia di giustizia sociale ed economica non più rinviabile.

La Sicilia, ed in particolare Ragusa, paga un doppio svantaggio: da un lato la cronica carenza di infrastrutture e di un sistema efficiente di mobilità pubblica, dall’altro la condizione stessa di isola, che amplifica disuguaglianze e ritardi. Affrontare questi nodi non è più rinviabile, secondo la Cgil.

Potrebbe interessarti anche: