Non è più un’emergenza passeggera ma un collasso strutturale imminente. Secondo l’ultima indagine SIMEU, Società Italiana di Medicina d’Emergenza-Urgenza, da gennaio 2026 un Pronto Soccorso su quattro rischia di operare con meno del 50% del personale necessario. La causa principale è la scadenza dei contratti straordinari ereditati dalla pandemia e il mancato rinnovo degli accordi con le società di servizi (cooperative). Il Presidente nazionale, Alessandro Riccardi, denuncia che il sistema regge solo grazie a “toppe” momentanee: La SIMEU chiarisce che il caos nei PS non è colpa degli accessi impropri (i codici bianchi), ma del boarding: i pazienti che hanno già ricevuto una diagnosi e una decisione di ricovero restano bloccati in barella per giorni perché nei reparti mancano i posti letto. Il Pronto Soccorso diventa così un “parcheggio” forzato. Come ha anche riferito il dott giovanni noto, primario del ps al giovanni paolo che è intervenuto in qualita di consigliere naizonale e ufficio della presidenza simeu.
Nonostante un iter iniziato sotto i migliori auspici lo scorso 20 novembre, quando l’emendamento per il riconoscimento del lavoro usurante per il personale sanitario era riuscito a superare la mostruosa soglia delle 6.000 proposte presentate, la discussione in Commissione Bilancio si è conclusa con un nulla di fatto. Simeu ha attuato una vera e propria strategia del pressing sul lavoro usurante che non considerano chiusa la partita. SI”Adesso la parte difficile – riferisce il consigliere nazionale Simeu, il dottor Giovanni Noto, ovvero la discussione per la copertura in commissione bilancio del MEF. Anche se non dovesse passare, il risultato è importante e in quel caso dovremmo iniziare a fare pressing per il lavoro usurante