Sono 11.620 le firme raccolte a Gela e nel comprensorio per chiedere il diritto alla salute. È il risultato della mobilitazione estiva a sostegno dell’ospedale Vittorio Emanuele III, le cui criticità sono state illustrate in una lettera inviata al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dal sindaco Terenziano Di Stefano e dall’assessore allo Sviluppo economico Filippo Franzone. Le firme, raccolte durante i 61 giorni di protesta di agosto e settembre, saranno trasmesse al Quirinale in formato cartaceo. Nella lettera viene evidenziata la situazione del presidio ospedaliero classificato come Spoke e DEA di primo livello, a servizio di un territorio che, secondo quanto riportato nel documento, comprende circa 130 mila abitanti. A fronte di una dotazione prevista di 242 posti letto, quelli effettivamente attivi sarebbero circa 130. Tra le principali criticità segnalate figurano la carenza di personale medico, le difficoltà del pronto soccorso e l’assenza di servizi ritenuti fondamentali per la gestione delle emergenze tempo-dipendenti. Nel documento vengono richiamate, in particolare, la mancata attivazione dell’Emodinamica per il trattamento degli infarti, della Stroke Unit per i pazienti colpiti da ictus e le difficoltà operative legate alla carenza di organico in diversi reparti. La lettera richiama inoltre le difficoltà di accesso alle prestazioni sanitarie, i tempi di attesa e il fenomeno della migrazione sanitaria verso altre strutture, con ricadute economiche e sociali per il territorio. Tre, in particolare, le richieste avanzate a Mattarella: il potenziamento immediato dell’ospedale Vittorio Emanuele, con il rafforzamento degli organici; la firma del protocollo d’intesa tra Enimed e ASP per la cessione dell’area destinata al nuovo ospedale; lo stanziamento da parte della Regione Siciliana delle risorse necessarie alla progettazione della nuova struttura.
GELA - DIRITTO ALLA SALUTE, RACCOLTE 11.620 FIRME
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