RAGUSA - EPLOSIONE IRMINIO, INDAGINI SU SICUREZZA

di Viviana Sammito
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L’incendio che ha interessato nei giorni scorsi il centro petrolifero della società Irminio S.p.A., in contrada San Paolino, si è concluso senza conseguenze drammatiche. Le autorità e i tecnici confermano che non si sono registrati feriti né danni alla salute dei lavoratori o della popolazione residente. Fondamentale anche l’esito dei monitoraggi ambientali: non risulta alcun inquinamento atmosferico derivante dalla combustione, scongiurando il rischio di ricadute tossiche sui terreni agricoli circostanti. Rimane però centrale il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro: in questo caso deve ancora essere accertata la causa dell’esplosione e a voler chiarire il quadro è anche la polizia mineraria. Nonostante il pericolo sia rientrato, i circoli provinciali di Legambiente (Ragusa, Modica, Scicli e Ispica) hanno alzato la voce contro un modello estrattivo considerato ormai “superato e pericoloso”. Secondo l’associazione, l’episodio in contrada San Paolino è il sintomo di una vulnerabilità strutturale: Molti pozzi nel ragusano hanno una produzione bassissima ma mantengono intatto il rischio di incidenti, incendi. Legambiente ha chiesto un cambio di passo verso la transizione ecologica. Gli ambientalisti sollecitano alla Regione Siciliana una mappatura trasparente dello stato di tutti i pozzi e piani certi per la bonifica dei siti dismessi. Ai Comuni (in primis Ragusa) un ruolo attivo di controllo e una comunicazione più puntuale verso la cittadinanza per garantire la sicurezza del territorio.

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